Vino

Wine Experience con il Consorzio dell’Asti DOCG

29 Aprile 2019 -
DI Redazione

Durante l’appena conclusa 53ma edizione di Vinitaly, il Consorzio dell’Asti DOCG ha presenziato alla più grande manifestazione del vino con i suoi tre vini rappresentativi: l’Asti Dolce, il Moscato d’Asti e il giovane Asti Secco, nato soltanto due anni fa.

Il Consorzio per la tutela dell’Asti DOCG, ufficialmente costituito il 17 dicembre 1932 e riconosciuto nel 1934 - inizialmente con il nome di "Consorzio per la Difesa dei Vini Tipici Moscato d’Asti Spumante e Asti Spumante"-, opera per la tutela, la valorizzazione e la promozione dell’Asti Docg e del Moscato d’Asti Docg in Italia e nel mondo.

Svolge funzioni di controllo sulla vinificazione e vigila sulle contraffazioni della denominazione, coordina e promuove attività di valorizzazione del territorio d’origine dell’uva Moscato bianco, la cui coltivazione si estende per circa 10.000 ettari in un'area che comprende 52 Comuni delle province di Alessandria, Asti e Cuneo. Le aziende consorziate sono 1109 e la produzione annuale si aggira intorno a 85 milioni di bottiglie, di cui 54 milioni di Asti e 31 milioni di Moscato d'Asti (l’85% della produzione viene esportata all’estero).

Nella giornata di martedì 9 aprile il Consorzio ha tenuto presso il proprio stand a VeronaFiere una wine experience polisensoriale, una degustazione che ha avuto come protagonisti l’Asti ed il Moscato d’Asti DOCG.

36 calici, ognuno contenente le poliedriche essenze e gli aromi che si possono riscontrare analizzando un calice di Moscato d’Asti: mela, ananas, pesca, melone, fico, albicocca, noci, burro, basilico, timo, miele, glicine, dattero, camomilla e molti altri ricordi olfattivi.

Vitigno aromatico per eccellenza, il Moscato si dimostra un arcobaleno di profumi; il suo bouquet spazia dalla frutta alle erbe aromatiche fino a raggiungere fragranze più complesse.

Uva eclettica che grazie al terroir di appartenenza, favorito dai terreni calcarei e da un microclima tipico delle zone collinari, riesce a donare un ventaglio sensoriale di grande piacevolezza. Di buona sapidità e spiccata freschezza, il Moscato raggiunge al palato un perfetto equilibrio gusto-olfattivo.

Ma a quali pietanze possiamo abbinare il Moscato Bianco nelle sue diverse declinazioni?

L’Asti Dolce DOCG è un vino estremamente conviviale, adatto a momenti di festa e di gioia. Nettare di provata fama, orgoglio dell’enologia nazionale e grande rappresentante della viticoltura piemontese, la tradizione lo vuole in abbinamento a dolci lievitati come i natalizi pandoro e panettone, ma anche a torte classiche come la torta Margherita o ciambelle. Per i palati più temerari e innovativi è consigliato in affiancamento a qualche ricetta etnica, ad esempio indiana.

Il Moscato d’Asti DOCG, altro fiore all’occhiello della regione, a livello produttivo si differenzia dall’Asti DOCG soprattutto per la fermentazione, arrestata al raggiungimento della gradazione alcolica di circa 5% vol.

Inoltre il Moscato d’Asti, pur non essendo uno spumante, mantiene una vivacità che lo rende inconfondibile. Il moderato residuo zuccherino, l’acidità e il basso tenore alcolico lo rendono estremamente adatto all’accostamento alla cucina asiatica. La piccantezza e l’aromaticità del cibo vengono bilanciati dalle componenti morbide del vino, senza perdere il brio dato dalla spalla fresco-sapida che lo caratterizza.

Il nuovo nato in famiglia invece, l’Asti Secco DOCG, è un vino che, come l’Asti Dolce, si presenta alla vista con una generosa spuma e una importante presenza di bollicine nel calice, fini e persistenti.

Al naso le espressioni olfattive si staccano dalle note fruttate prettamente dolci presenti nella versione amabile, virando su sentori di erbe aromatiche e di fiori. La tecnica di spumantizzazione alla cui elaborazione ha contribuito il laboratorio di ricerca del Consorzio di Tutela, prevede particolari condizioni di permanenza con lieviti selezionati che portano ad avere un quadro gustativo e olfattivo equilibrato e armonioso. Il risultato è un vino che può essere consumato a tutto pasto. Ottimo con primi piatti, come un buon risotto alle verdure, e perfetto con formaggi freschi o di media stagionatura, carni bianche e crostacei.

Una denominazione, tre grandi vini, un'uva… il Moscato Bianco.

www.astidocg.it

Lara Moro
#HASHTAG