Abbinamento cibo-vino

Quale vino abbinare alla Pasta alla Norma?

12 Giugno 2019 -
DI Luca Maroni

Un trionfo di sapori mediterranei, da cui sprigionano tutti i profumi della terra siciliana: la Pasta alla Norma, primo piatto di origine catanese a base di pasta condita con pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata e basilico, è così chiamato in omaggio all'ominima opera di Vincenzo Bellini. Ma quale vino abbinare? Ecco i consigli dell'analista sensoriale del vino Luca Maroni.

Vini da abbinare alla Pasta alla Norma: Anticaia Salice Salentino Rosato 2017 Cantina San Donaci

«Si fa nettamente e ossidativamente assai più limpido e vivo il frutto nel bicchiere della Cantina San Donaci. Un gran frutto stando al volume e al viscoso spessore che il suo apparire porge prima al gusto e poi al suo tattile esame». Un vino che si caratterizza per freschezza, morbidezza e versatilità. All'olfatto emergono intensi sentori di frutta fresca come fragola, ciliegia, melograno, prugna e floreali di rosa selvatica.

Vini da abbinare alla Pasta alla Norma: Hierà Rosè 2017 Hauner

«Salendo il tenore tanto della morbidezza quanto della fragranza, la gran ricchezza estrattiva dei vini di Hauner vien sempre più posta a frutto. Di crescente nitore e di più vivido, durevole turgore». Lo Hierà Rosè, fresco vino rosato a base di alicante, dall'intensa tonalità rosa chiaretto, al naso esprime conturbanti note di frutti rossi impreziosite da richiami balsamici e minerali. Al palato è fresco, di buona acidità e piacevole persistenza.

Vini da abbinare alla Pasta alla Norma: Sole di Sesta 2015 Cottanera

«L'Etna al suo massimo fulgor di frutto nel bicchiere di Cottanera. Fuoriclasse assoluto in frutto e stabilmente fra i migliori rossi d'Italia il Sole di Sesta 2015. Concentrazione ai massimi: una violaceità stupefacente. Un vino maestoso, di cremosità e suadenza gustativa davvero perfettamente avvolgente: gran morbidezza all'olfatto, dolcezza che qualifica la sua nerezza. Un melange olfattivo di gran classe, un balsamo fra cassis e mentosa vaniglia che ha vigore e intensità purissima nell'espressione per la cristallinità dei doni del rovere, per la vivacità, la novità ossidativa, la nitidezza del profumo del frutto. Davvero cremoso il suo aprirsi e distendersi al palato, con il tannino che la viscosità del tatto tramosamente infittisce, ma che poi è avvolto da morbidezza e da speziosità dell'aroma. Enologia e viticoltura attentamente rigorose e tecnicamente eccellenti per giungere a tali souplesse armoniose. Un gran vino, certo fra i più distintivi e morbidi dell'anno».

lucamaroni.com

 
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