Vino

Un bellissimo novembre: l’Etna Rosso firmato Al-Cantàra

14 Novembre 2019 -
DI Redazione

«Meno di mille bottiglie, affinate dalla vendemmia 2016, dedicate a un autore e intellettuale dalla scrittura felice»: si chiama "Un bellissimo novembre" il nuovo vino firmato Al-Cantàra, proprio come il celebre romanzo di Ercole Patti.

Dopo Martoglio, Pirandello, Micio Tempio e Giovanni Meli è infatti il celebre scrittore, commediografo, giornalista, sceneggiatore e critico cinematografico siciliano Ercole Patti a ispirare Pucci Giuffrida, fondatore dell’azienda vinicola Al-Cantàra, per la creazione di un Etna Rosso Doc dalla profonda, vivace ed estroversa anima vulcanica.

Prodotto da uve di nerello mascalese in purezza, vitigno autoctono di queste contrade dell’Etna, "Un bellissimo novembre" richiama la sensualità candida e vibrante dell'omonimo romanzo di formazione del 1967: fra le sue pagine, nello spazio temporale di un autunno di vendemmia sull’Etna, vede protagonista l’adolescente Nino e la giovane e languida zia Cettina.

Nello stile di Al-Cantàra, che ai nomi evocativi dei suoi vini ha abbinato raffinatissime etichette d’autore dove aleggia quasi sempre una leggiadra figura femminile (come l’icona del suo logo), l’Etna Rosso DOC "Un bellissimo novembre" si annuncia ai wine lovers con un’opera inedita dell’illustratrice Annachiara Di Pietro. «Un’edizione limitata di Etna Rosso DOC – spiega il “vigneron letterario” Pucci Giuffrida – con poco meno di mille bottiglie che coccoliamo con cura nella nostra cantina di Randazzo dall’autunno del 2016 coltivando il sogno di questa dedica a un autore di grande spessore intellettuale e dalla scrittura felice e coinvolgente come quella di Ercole Patti. Per noi di Al-Cantàra il vino è un’esperienza che attraversa tutti i sensi e, se possibile, accende la voglia di esplorare i linguaggi della arte, della poesia e della letteratura».

«Dal colore rosso rubino intenso – spiega l’enologo Salvo Rizzuto – proviene da un raccolto con una buona maturazione polifenolica e si annuncia con sentori di piccoli frutti rossi, cannella e cacao; mentre in bocca è fresco, sapido e con un tannino croccante. È frutto di tre anni di affinamento, passaggi in tonneaux di rovere francese e castagno dell’Etna e dodici mesi di riposo in bottiglia prima di entrare in commercio».

Al-Cantàra

Al-Cantàra è una piccola cantina dell’Etna nata quindici anni fa dall’amorevole e ostinata dedizione per il vino e per la terra di Pucci Giuffrida, apprezzato commercialista catanese. Venti gli ettari della sua azienda – quindici quelli vitati – adagiati in una piccola enclave dell’Etnashire amato dai wine lovers, il versante nord-occidentale del vulcano "patrimonio dell’Umanità". Un paesaggio dominato dall’energia del vulcano fumante, addomesticato nei secoli dalla sapienza contadina e, più di recente, da accurati interventi da parte di vecchi e nuovi produttori di vini che oltre generare occupazione e indotto nella zona, garantiscono la manutenzione del territorio e la valorizzazione di antichi palmenti e storici casali. Fra le curiosità dell’azienda Al-Cantàra, la presenza fra le vigne e gli ulivi centenari, di tre colossali “Piramidi dell’Etna”, misteriose costruzioni rurali la cui origine divide gli studiosi.

Guidata dall’enologo Salvatore Rizzuto, Al-Cantàra, da qualche anno ha avviato la conversione al biologico (in arrivo il bianco) e produce una decina di etichette, oltre a un passito e a un olio extravergine, dalla spiccata identità etnea sia nella “sostanza” – uve carricante, nerello mascalese e nerello cappuccio - e sia nella “forma” ispirata dalla poesia: i nomi dei vini sono infatti ispirati a versi e sonetti di poeti siciliani. «Vogliamo enfatizzare al massimo il nostro vitigno autoctono – spiega Pucci Giuffrida - dalle uve nerello nascono due Etna DOC, uno dei quali (O’ scuru o’ scuru) è barricato; poi un rosato, un passito, uno mascalese in purezza e, da pochissimo, anche il bianco di nera».

www.al-cantara.it

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