Tenuta Le Potazzine: un angolo di paradiso di… vino

23 Agosto 2018 -
DI Bycam

Immersa nel verde e incorniciata dai rigogliosi boschi di Montalcino, con 5 ettari di vigneti di profumate uve Sangiovese a inebriare l'atmosfera, rendendo il luogo incantato, sorge la Tenuta Le Potazzine.

Tre ettari e mezzo di coltivazioni a sud ovest, in località Le Prata, a 507 metri sul livello del mare, e un ettaro e mezzo a sud a Sant’Angelo in Colle, a 420 metri sul livello del mare, danno vita a un angolo di paradiso nella splendida campagna toscana, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, da dove lo sguardo abbraccia con dolcezza Siena e la Maremma.

Qui i sapori e i profumi delle colline circostanti si riversano magnificamente nell'elegante Brunello di Montalcino prodotto dall'azienda, nata nel 1993, quando la titolare Gigliola Giannetti compra un casale del 1300 proprio nel luogo dove era cresciuta, come celebrazione di un evento importante: la nascita della sua primogenita Viola. Nel 1996, con la nascita di Sofia, la secondogenita, decide di ampliare fino alle dimensioni attuali, acquistando il nuovo vigneto in Sant’Angelo in Colle.

«Siamo nati e cresciuti qui, come i nostri genitori e i nostri nonni prima di noi, l’esterofilia non ci ha mai rappresentati. - spiega Gigliola Giannetti - Conosciamo ogni singolo centimetro di questa zona e le apparteniamo intimamente. Saper leggere e rispettare la propria terra porta grandi soddisfazioni».

Inizia così la storia de Le Potazzine, un nome buffo che i montalcinesi utilizzano per chiamare le cinciallegre, graziosi uccellini variopinti tipici delle campagne toscane, impiegato dalla nonna materna come nomignolo affettuoso per le nipotine Viola e Sofia.

Il duro lavoro e la caparbietà di Gigliola, soprannominata "autoctona talebana" proprio per la sua concezione di fare il vino, libera dalle tendenze imperanti, il suo amore per il territorio e per quel Sangiovese dagli acini grandi, vinificato secondo la tradizione, ha dato vita al suo pregiato Brunello, diventato oggi uno dei punti di riferimento imprescindibili della produzione del celebre vino.

Un successo di famiglia ottenuto su zone collinari un tempo poco apprezzate, "troppo in alto", complicate da coltivare e poco remunerative. Oggi il cambiamento climatico le ha rese speciali evidenziando condizioni molto diverse rispetto alle zone limitrofe. «Quando gli altri vendemmiano ad agosto, noi aspettiamo ottobre», spiega Gigliola Giannetti.

La leggera brezza fresca favorisce l’impollinazione, evita i ristagni di umidità e spazza via funghi e batteri, mantenendo la vigna in salute, consentendo di evitare l'impiego di anticrittogamici. L’altitudine inoltre crea frequenti escursioni termiche tra il giorno e la notte, indispensabili per ottenere grandi vini, nati da uve di eccellente qualità, dalla resa molti bassa, frutti con grandi concentrazioni di estratti, perfetti per dare vita a vini longevi e dal grande carattere.

La coltivazione adotta metodi bio, nel pieno rispetto della natura, evitando i prodotti di sintesi e limitando al minimo gli interventi umani. La raccolta si effettua rigorosamente a mano per controllare l’integrità di ogni grappolo, attendendo la completa e perfetta maturazione, mentre la vinificazione avviene secondo i dettami tradizionali: lunghe macerazioni, fermentazioni spontanee, della durata di più di un mese, che avvengono grazie ai lieviti indigeni e a temperature non controllate, e affinamento in botti di rovere di Slavonia da 30 e 50 ettolitri.

Il risultato è rappresentato da vini eleganti, dalla spiccata tipicità, in grado di incarnare al meglio l'anima del territorio, prodotti nella maniera più naturale possibile, da gustare anche nella Vineria Le Potazzine, situata nel centro di Montalcino, in abbinamento a piatti tipici del territorio, come paste fresche, Fiorentina, salumi, formaggi e dolci freschi.

«Questo Sangiovese non ha bisogno di costruzioni o tagli. Noi vogliamo continuare ad essere espressione di tipicità- - afferma Gigliola - Cerchiamo di fare un vino che rappresenti i colori del territorio, che ne sia voce e respiro. Vogliamo un vino elegante, pulito, comprensibile, con una trama tannica aggraziata, un vino che dia sensazioni piacevoli e si lasci ricordare, per la grande armonia».

I vini

Brunello di Montalcino 

Il re della produzione firmata Le Potazzine: il Brunello di Montalcino, affinato oltre 40 mesi in botti di rovere di Slavonia e 8 mesi in bottiglia, si presenta di color rosso rubino intenso con venature violacee. Il sentore di viola caratterizza il primo impatto olfattivo, suadente ed elegante nel suo connubio con frutti di bosco. In bocca ha un buon ingresso, pieno, fruttato e floreale, accompagnato da un tannino vellutato e una bella sapidità, con finale lungo, persistente e armonico. Perfetto in abbinamento a piatti tipici della cucina toscana, soprattutto cacciagione.

Rosso di Montalcino

Profumata e piacevole perla enologica, il Rosso di Montalcino, affinato 10 mesi in botti di rovere di Slavonia e 5 mesi in bottiglia, dalla luminosa tonalità rosso rubino, colpisce al naso per gli intensi sentori di frutta a polpa rossa, come la ciliegia, e per le delicate note floreali di rosa e sottobosco. In bocca è fresco, polposo, con un tannino gradevole ed elegante. Ottimo se abbinato a importanti piatti di carne, minestre e zuppe.

  lepotazzine.com
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