Ristoranti Roma

Tavola Bottiglieria con Cucina

11 Ottobre 2019 -
DI Redazione

Un concept di cucina romana con incursioni pugliesi e contaminazioni del sud Italia: nell'elegante quartiere di Prati a Roma ha aperto da poco Tavola Bottiglieria con Cucina.

Un nome emblematico dal doppio significato: tavola conviviale, ma anche tavola da surf, passione che accomuna Francesco e Federico Prisco, i due ideatori del format.

Naming, logo, interior design e mise en place sono firmati da Francesca e Valentina Angelini dello Studio Doppio Trat_o di Roma, autrici di numerose aperture di locali capotolini di design negli ultimi anni, studiando anche l’uscita dei piatti nella loro forma e presentazione.

«Tavola, perché crediamo fortemente al ritorno della convivialità e semplicità di vivere il momento del pasto, a tavola per mangiare, a tavola per parlare, a tavola per guardarsi, a tavola per sorridere», dichiarano Francesco e Federico Prisco.

Il progettista del locale è l’architetto Gianluca Gentili che per il concept si è ispirato all’interpretazione contemporanea della trattoria riportando a nuova vita oggetti della memoria, conservando l’identità retrò di molti complementi d’arredo e lasciando al naturale alcune superfici. In uno stile industrial vintage, tra mattoncini a vista, si allunga un bancone in ferro nero misto a legno grezzo, altri piani invece sono in marmo bianco mentre i tavoli dei commensali sono stati composti con assi di recupero di parquet provenienti da alcuni casali a Ferrara. A richiamare le grandi metropoli come Londra, un divano Chesterfield stile capitonné bordeau e, sulla destra, una bottiglieria vetrata con la cantina a vista sulla sala.

Aperto dall'ora di pranzo alla cena, Tavola Bottiglieria con Cucina propone una cucina semplice, gustosa e bilanciata che utilizza pochi ingredienti assemblati con tecnica elegante. Ai fornelli lo chef Francesco Bello, ventottenne dalle origini pugliesi con una vasta esperienza al fianco di rinomati nomi della ristorazione italiana: dopo Andrea Berton, ha girato le cucine di vari ristoranti in Italia, per tornare poi nella sua terra ad affiancare Alessandro Nigro e da cinque anni si è trasferito a Roma per intraprendere la strada della ristorazione insieme al suo braccio destro Ciro Scorza.

Ad eccezione dei primi piatti, dall’antipasto al dolce è possibile richiedere una porzione ridotta di ciascuna portata, una formula d’assaggio valida dall’aperitivo alla cena, che consente di testare ogni portata del menù.

Tra i piatti, come omaggio alla cucina romana, c’è la rivisitazione del baccalà fatto in pastella e servito con gazpacho romano ottenuto con aggiunta di guanciale, pecorino e peperone crusco di Senise. Sulla carne la proprietà si affida al gruppo Galli: come secondo di punta c’è la tenera tagliata con patate rustiche schiacciate e olio pugliese, pesto di rucola e gocce di fonduta di parmigiano. Tra le eccellenze i salumi Santoro sono presenti nel tagliere insieme a una raffinata selezione di formaggi da accompagnare con il pane di Roscioli. Il capocollo del salumificio pugliese è usato anche nella fusion Lazio-Puglia che si incontra in un primo piatto con l’orecchietta Roma-Martina: una gricia rivisitata con le cime di rape. Oltre ai dolci fatti in casa, sono disponibili anche gli esclusivi sorbetti ideati da Marco Radicioni, proprietario e maestro gelatiere di Otaleg, perfetti fine pasto a base di frutta di stagione.

 

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