Vino

Lo Spumante custodito in fondo al Lago di Garda

30 Giugno 2020 -
DI Redazione

Uno Spumante unico che per dodici mesi sarà custodito nei fondali del Lago di Garda, in modo da poter maturare in condizioni ottimali, per temperatura, pressione e luce: lo Spumante Brezza Riva Riserva firmato Cantina Riva del Garda.

Il pregiato vino, un pregiato Blanc de Blancs Trento DOC Metodo Classico, prodotto in 1.216 bottiglie, è stato infatti collocato in fondo al Lago di Garda, a 38 metri di profondità, dando vita a un evento unico nella storia del territorio, un'operazione spettacolare effettuata da Cantina Riva del Garda con l'aiuto del Gruppo Sommozzatori e dei Vigili del Fuoco Volontari di Riva del Garda.

«A queste profondità, con una temperatura costante che oscilla in modo lento tra i 9 e i 13 gradi, in assenza di luce e rumori, le 1.216 bottiglie di Spumante Brezza Riva Riserva troveranno le migliori condizioni per una lenta e incessante maturazione», spiega Furio Battelini, enologo di Cantina Riva del Garda. Un processo di vinificazione iniziato con la pressatura soffice delle uve e solo il primo 55% della Cuvée utilizzata, proseguito un mese fa con il tiraggio e ora con la maturazione nelle profondità del Lago di Garda.

Si tratta di uve Chardonnay che crescono in un prezioso vigneto collocato nell’Alto Tennese e condotto interamente in modo biologico, per una resa che non supera i 40 hl per ettaro. Quindi, ci si aspetta uno spumante con perlage fine e persistente che tra un anno emergerà dal profondo del lago e consumerà la sua ultima fase di maturazione per ulteriori due anni, fino alla commercializzazione come Pas Dosè.

Temperatura costante, pressione superiore a quella atmosferica e il cullare delle correnti per tutto il periodo di permanenza nel fondo del lago sono i tre compagni di viaggio del Brezza Riva Riserva. Quello che rende unico questo eccezionale esperimento è il fatto che per la prima parte della maturazione sui lieviti, le 1.216 bottiglie potranno letteralmente godere di una più bassa differenza tra pressione del lago e quella che si realizza al loro interno. «A quella profondità c’è sia una minore differenza tra pressione interna alle bottiglie - all’incirca 6 bar - e quella del lago - costante a quasi 5 bar - sia la quasi totale assenza di ossigeno. Queste sono condizioni difficilmente realizzabili in superficie che abbattono decisamente lo scambio gassoso esterno-interno, permettendo una maturazione più lenta», spiega Battelini.

Ma non è tutto. Infatti, il dolce cullare delle correnti impedirà che al loro interno, nella importante fase di autolisi, si formino depositi e stratificazioni, in particolare dei lieviti, i quali in condizioni normali decadono. Invece, sarà proprio quel cullare perpetuo a mantenere il moto dei sedimenti all’interno delle bottiglie, i quali arricchiranno ancora di più lo spumante di profumi e struttura. In altre parole, sarà la Brezza del Lago e le sue correnti ad occuparsi e prendersi cura delle 1.216 bottiglie, in una situazione impossibile da riprodurre altrimenti.

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