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Ecco gli chef vincitori del Sina Chefs’ Cup Contest

25 Ottobre 2019 -
DI Redazione

Due eleganti ricette ispirate all'universo del design hanno permesso agli chef Andrea Larossa e Andrea Pasqualucci di vincere la VII edizione del Sina Chefs’ Cup Contest.

La competizione itinerante, in scena presso gli alberghi del gruppo Sina Hotels, ha visto sfidarsi a colpi di raffinati piatti ben 8 coppie di chef stellati, da marzo a ottobre, sotto gli occhi vigili di una giuria d’eccezione composta da Indira Fassioni, Claudio Burdi e Daniela Ferrando.

Protagonista delle creazioni dei cuochi, tutte da gustare, è stato il design: dopo l’arte, i film, le fiabe, i fumetti, la moda e la musica degli scorsi anni, in questa settima edizione l'ispirazione per la creazione di ricette inedite e originali è stata proprio dettata da forme, colori, progettazione e stili.

A trionfare sugli avversari, tra cui chef del calibro di Oliver Glowig, Paolo Gramaglia, Stefano Marzetti, Mauro Buffo, Igles Corelli, Umberto De Martino, Giovanni Di Giorgio, Davide Figliolini, Michelino Gioia, Erez Ohayon, Daniele Repetti, Filippo Saporito, Massimiliano Torterolo, Tino Vettorello e Massimo Viglietti, è stata la coppia composta da Andrea Larossa dell’omonimo ristorante di Alba (1 * Michelin) e Andrea Pasqualucci del Moma di Roma (1 * Michelin), con un punteggio di 96/100, conquistato grazie a due piatti sorprendenti.

L’antipasto di Larossa è stato un omaggio a Lucio Fontana, “Spazio Bianco”, a base di anguilla al tosazu, aglio nero, latte e tartufo. Ai quartieri di Roma è stato invece dedicato il piatto di Pasqualucci, un tripudio di verdure, carne e pesce in blocchi di diverse altezze, colori e consistenze.

Prossimo appuntamento del Sina Chefs' Cup Contest sarà la cerimonia di premiazione, durante la quale i due chef si sfideranno l’uno contro l’altro per aggiudicarsi un’altra coppa, questa volta in singolo.

Andrea Pasqualucci, romano, classe 1989, prima di approdare al Moma, ha maturato una grande esperienza al fianco di chef come Armando De Giorgi, suo mentore, Giuseppe Di Iorio, dal quale ha imparato le basi della cucina francese, Oliver Glowig all’Hotel Aldrovandi, dove comprende la centralità dei prodotti italiani e l’importanza della cura per gli ingredienti. L’amore per il mare lo conduce fino a Senigallia da Moreno Cedroni alla Madonnina del Pescatore, dove affina le sue conoscenze sulle lavorazioni del pescato, finché, nel 2017, i fratelli Pierini gli affidano la cucina del Moma.

«Mi piace creare un piatto come fosse un modellino da pitturare in tutti i suoi dettagli. - racconta Andrea Pasqualucci - Gli ingredienti giusti come fossero i colori giusti. Può sembrare semplice comporre un piatto dal sapore equilibrato, con pochi ingredienti, ma è la cosa più difficile e, per me, è la massima espressione della cucina».

Classe 1980, nato a Verbania sul Lago Maggiore, Andrea Larossa è lo chef patron dell’omonimo ristorante di Alba. Cresciuto con la cultura del buon cibo grazie alle influenze laziali della mamma e lucane del papà, la sua cucina è fatta di ingredienti genuini, sapori decisi e gioia dello stare a tavola. La sua passione per la cucina nasce ai fornelli di una cucina durante il servizio di leva militare. Lì scopre il piacere di cucinare per gli altri che lo spinge a intraprendere il mestiere di cuoco fino poi ad arrivare alla corte di Carlo Cracco.

Approdato poi ad Alba, nella cucina della Locanda del Pilone, definisce tecniche e conoscenze della tradizione langarola, unite alla cultura nipponica dello chef Kondo. Grazie a queste esperienze, inaugura il suo ristorante al centro di Alba, insignito dell'ambita Stella Michelin.

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