Siam pronti alla vita. La grande sfida di Expo 2015

02 Maggio 2015 -
DI Bycam
p style="text-align: justify">Oltre 130 Paesi per un giro del mondo lungo 184 giorni. È partita ieri la grande avventura di Expo 2015, un viaggio che accompagnerà il Mondo in Italia fino al 31 Ottobre, iniziato con l’accensione dell’Albero della Vita, simbolo dell’Esposizione Universale.

L’attesa, lunga 9 anni, è finita. Da ieri Milano è pronta ad accogliere i milioni di visitatori che da tutto il mondo raggiungeranno il nostro Paese per vivere un’esperienza unica. Così come unica è stata la giornata inaugurale: a partire dalle 10 del mattino oltre 200.000 visitatori hanno varcato i cancelli di Expo per una giornata ricca di appuntamenti.

Expo

Molti gli Ambasciatori di Expo intervenuti, da Antonella Clerici ad Andrea Bocelli, da Javier Zanetti allo chef Massimo Bottura. Il patron dell’Osteria Francescana al termine della cerimonia di inaugurazione è stato protagonista di un fuori programma decisamente in linea con il tema dell’Esposizione Universale, “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita”. Allo chef modenese è stato infatti chiesto di preparare un pranzo al temporary restaurant di Identità Expo per il premier Matteo Renzi, il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e lo staff di Expo con il Commissario Unico Giuseppe Sala.

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La cucina del futuro deve poggiare sulla cultura. Per me il cuoco fa il suo dovere se è in grado di spostare i riflettori puntati su lui stesso verso gli eroi silenziosi delle nostre tavole: contadini, pescatori…

Così Bottura ha accolto i suoi illustri ospiti, per i quali ha preparato un pranzo anti-spreco.

Gli sprechi in cucina non sono più ammissibili. È per questo che oggi ho concepito un piatto di tortellini realizzato con le pelli e con tutto ciò che avanzava dal contorno dei secondi piatti

Prima del piacere, però, il dovere: il taglio del nastro istituzionale per Expo c’è stato alle 12, con gli interventi trasmessi in diretta tv del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha assicurato che la scommessa di Expo sarà la ripartenza dell’Italia, del Commissario Unico di Expo Giuseppe Sala, del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, del governatore della Lombardia Roberto Maroni, del Presidente del BIE (Bureau International des Expositions) Ferdinand Nagy e, in collegamento video, di Papa Francesco.

Grande assente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha dichiarato di non aver mai avuto dubbi sulla riuscita dell’Italia in quella che fino a poche settimane fa sembrava un’impresa quasi impossibile e ha espresso l’auspicio che Expo rappresenti per il nostro Paese un punto di svolta, un nuovo ciclo.

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Immancabili le frecce tricolori e l’inno nazionale, cantato da un coro di voci bianche in una versione inedita e toccante: il testo, nella sua parte conclusiva, è stato modificato per l’occasione con un incoraggiante “Siam pronti alla vita”, a sottolineare quanta voglia di ripartire e di mettersi in gioco ci sia dietro questa irripetibile occasione.

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La giornata si è conclusa in musica al Teatro alla Scala con l’allestimento della Turandot diretto da Riccardo Chailly, al debutto come direttore principale del Teatro, che ha raccolto 11 minuti di applausi.

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L’Expo è cibo, è musica, è cultura, è vita. L’opera di Puccini chiude il cerchio di una giornata emozionante e piena, preludio di un appuntamento lungo sei mesi che offrirà oltre 20.000 eventi. Nonostante le contestazioni, Milano e l’Italia sorridono: con Expo è stata buona la prima.

Sara Stopponi

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