Ristoranti di design

Seta Meat Lab: il concept bolognese illuminato Catellani Smith

20 Marzo 2020 -
DI Redazione

Un raffinato concept situato nel cuore di Bologna, a pochi minuti da Piazza Maggiore, un vero e proprio laboratorio dedicato alla preparazione dei più pregiati tagli di carne provenienti da tutto il mondo, dalla Kobe e Wagyu giapponesi alla Tomahawk inglese, fino alla Rubia Gallega galiziana: Seta Meat Lab.

Esclusivo locale nato dall'enorme successo di Seta Sushi Lab di piazza Santo Stefano, guidato dallo chef Glen Cueto con Maurilio Zaccone e Davide Colomba, Seta Meat Lab, ricercato nel gusto e nella particolare atmosfera, è manifesto di uno stile che aggrega elementi profondamente diversi tra loro ma che trovano coerenza espressiva attraverso accostamenti disinvolti.

Pareti di mattoni a vista e oro ‘spatolato’ convivono con carte da parati dalle texture reptile, optical e concrete, così come con imbottiti e sedute rivestite in pelle o velluto che arredano lo spazio. A fare da legame tra questi elementi eterogenei è il progetto di illuminazione di Catellani & Smith - realizzato in collaborazione con l’interior designer Willy Calabrese dello showroom Lab 3 di Bologna - che ha fornito una selezione accurata di luci in linea con la forte personalità del locale bolognese.

Dal verde intenso di una ‘distesa’ di potos rampicante, che decora parte del soffitto tra i tavoli e la vetrina refrigerata, affiora il sorprendente Gold Moon Chandelier, composizione di dischi irregolari rivestiti a mano da una preziosa foglia color oro, che accolgono al loro interno riccioli di rame e minuscole gemme di luce.

Tra i modelli a sospensione presenti nel locale si distinguono la 56 Petits Bijoux, una sfera ‘destrutturata’ composta da cerchi in ottone non trattato tempestati da cover trasparenti con clip in ottone che ricoprono numerosi LED ad altissima efficienza luminosa, e Sorry Giotto 12, un anello da 120 cm in rame dipinto a mano in blu che nasconde nella sua struttura piccole sorgenti LED capaci di creare un suggestivo effetto di luce diffusa.

Sulle pareti, invece, si accendono le lampade Lederam W con dischi dal diametro di 25 cm. Al disco base rivestito in foglia color oro - nel quale si nasconde un modulo LED - se ne sovrappone un altro in finitura bianco o nero, che, a seconda di come viene posizionato, genera affascinanti riflessi abbracciando la luce e creando penombre.

Particolare e scenografica la serie Lederam in versione customizzata, che ‘riunisce’ dischi di differenti diametri in una composizione color oro, la cui luce calda e morbida si riflette sulla parete optical di una delle sale principali del locale, generando un contrasto con la luce naturale proveniente dal soffitto, realizzato parzialmente in vetrocemento.

La zona dedicata al cocktail bar, composto da un lungo bancone industrial, è illuminata da singoli elementi di Jackie O. I riccioli in rame nichelato dalle piccole lenti removibili in vetro, sono sorretti da sottilissimi cavi rivestiti in tessuto blu, che permettono ai punti luce di mostrarsi in tutta la loro purezza e unicità. Posizionate sul bancone bar e in diversi punti dell’esclusivo locale, le lampade wireless Giulietta BE T, che per l’occasione sono state personalizzate con la speciale marcatura laser Seta incisa sulla base. Facilmente trasportabile grazie al funzionamento a batteria e all’assenza di cavi, Giulietta BE T, qui nella finitura ottone vintage, si ‘accende’ in tre diverse intensità luminose con il semplice tocco della mano.

A completare il progetto di illuminazione di Catellani & Smith, tre modelli da terra posizionati in vari punti del locale: PostKrisi F 100 con diffusore in vetroresina dipinto a mano colore custom RAL 8007 marrone capriolo, Wa Wa F con base e struttura in ottone, astine in rame e luminose ‘gemme’ di vetro che ‘dipingono’ affascinanti cerchi di luce sulla parete, e infine Light Stick F, emblema del più puro minimalismo, in cui l’oggetto-lampada si compone solo di una sottile asta metallica in finitura oro satinato.

 
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