Ristoranti Roma

Fra tradizione e innovazione: a Prati apre Bencò

19 Febbraio 2020 -
DI Redazione

Nel quartiere Prati, l'ultimo in ordine di tempo dei rioni di Roma, tra gli eleganti palazzi in stile liberty e il fermento ristorativo degli ultimi anni, apre Bencò, un lucido approccio alla tavola contemporanea. Dietro una piccola porta nascosta alla fine di via Fabio Massimo, al civico 101 si cela una rampa di scale che conduce al cuore di una cucina a vista dove la materia prima incontra la sensibilità di mani esperte.

L’idea nasce dal sogno di Arturo Converso e Manuel Bennardo, rispettivamente zio e nipote, che con la crasi dei propri nomi hanno brandizzato l’identità del nuovo ristorante, un concept nato dopo una serie di esperienze ristorative in Calabria, perfetto coronamento del loro sogno di aprire un’attività a conduzione familiare nella capitale. Stampata in una nicchia a parete un’immagine significativa del loro album di famiglia: la foto della casa di campagna della nonna calabrese, quasi un monito a ricordare le buone tradizioni della loro tavola senza stravolgere le proprie origini.

Bencò si basa su un'idea di accoglienza calda e familiare e un servizio costruito su misura del cliente. A dare forma e colore al progetto Nicola Servidio, architetto conterraneo di Arturo e Manuel che ha scelto un arredamento semplice dal design minimal concepito per amplificare l’esperienza del gusto e del piacere per i suoi 35 commensali, puntando tutto sulla condivisione.

In cucina si sono affidati all’esperienza e alla serietà di Paolo Cappuccio, chef pluripremiato e docente di cucina mediterranea, autore di un menù raffinato messo a punto alla perfezione dalla tecnica del giovane Gennaro Pernìce. Una cucina, quella di Gennaro, fedele alla tradizione ma vocata alla speriementazione, grazie ad una strumentazione all’avanguardia e a una mise en place ricercata, giocando abilmente con le consistenze degli ingredienti.

Il suo è un manifesto di semplicità e tradizione mediterranea con ingredienti che valorizzano la regione Calabria. Tra questi il rosso Petraro della Val di Neto impiegato per brasare il guanciale soffice, o la spalla di maialino nero calabro cotta a bassa temperatura, o ancora la liquirizia Amarelli di Corigliano - Rossano, che impreziosisce il soffice di cioccolato con cuore di cioccolato bianco e la polvere dell’inimitabile oro nero.

Il menù alterna mare e terra, con un’attenzione particolare alla lavorazione della pasta fatta a mano da Gennaro. Tra i primi piatti: le fettuccine con la coda di manzo, condimento che  omaggia Roma, o i tortelli di zucca e mostarda alla pera, gli spaghetti ruvidi alla polpa di riccio, broccolo invernale e pomodoro confit, ma anche riso carnaroli riserva Salera al nero di seppia, crudo di gambero rosso al lime, senza trascurare una raffinata proposta gluten free.

In ogni portata lo chef Gennaro si distingue in tecnica e creatività, con esclusive preparazioni che valorizzano cotture a bassa temperatura, emulsioni, fondi alla francese, trafilature in bronzo per la pasta. In abbianamento ai piatti, una selezione in carta di circa 70 etichette, custodite nella cantina, che all'occorrenza si trasforma in una saletta privata per intime degustazioni.

#HASHTAG