Abbinamento cibo-vino

Quale vino abbinare all’ossobuco alla milanese?

03 Maggio 2019 -
DI Luca Maroni

Ricetta simbolo della cucina lombarda, l'Ossobuco alla milanese è un gustoso e succulento piatto a base di carne di vitello proposto tradizionalmente accompagnato dal risotto allo zafferano, altra portata tipica della cucina meneghina. Ma quale vino abbinare al piatto? Ecco i consigli dell'analista sensoriale del vino Luca Maroni.

Croatina Vigna di Annibale 2016 Isimbarda

«Chapeau per la massima potenza e possanza estrattiva, e per la nettezza esecutiva: una pulizia olfattiva, una novità di frutto in data di oggi francamente eccezionale. Che limpidezza, che profondità cristallina. Che sensazione profondamente pura di prima dolcezza di fruttosità di natura. Una vinificazione di pulizia risplendente, d'integrità enologica mirabile che illibata consente la percezione non solo della concentrazione originaria del suo diamante aromatico (un'amarena della potenza d'una visciola e della carnosità d'una ciliegia nera), una nitidezza tecnica esecutiva che del tocco di rovere aggiunto rende illibato anche il suo aroma vanigliato e mentoso. Poi una totale, massima densità e ricchezza estrattiva, vera profonda nerezza di croma, un palato che il binomio acidità/tannino rende carnosamente persistente e possente. Un gran vino, tra i migliori rossi di Lombardia in assoluto».

Valpolicella Ripasso Classico Superiore 2016 Arduini Luciano

«Arduini Luciano si conferma produttore di eccezionale valore. I suoi vini si stagliano infatti sugli altri della denominazione per la limpidezza inossidata dell'aroma che presentano in costante progressione. Siamo ai picchi del valore ravvisabile non solo di concentrazione e morbidezza, quanto di purezza enologica di trasformazione. Così il Valpolicella Ripasso Classico Superiore 2016 è ai massimi livelli di pregio».

Amarone Classico Acinatico 2014 Accordini Stefano

«Stabilmente fra i più performanti Amarone e quindi fra i migliori rossi d'Italia in assoluto l'Amarone Classico Acinatico 2014 di Accordini Stefano. Un rarissimo ammontare di colore, profumo e sapore che essenzializzano le doti di questa denominazione. Cremosa massa di frutto di porosità meravigliosa e viola come nuova. Fra le più consistenti, ricche e carnose testate quest'anno. Lo si avverte fin dal colore, un violaceo impenetrabile che si diffonde lento, viscoso, ultrapigmentato nel calice in rotazione. Data la fittezza del tessuto connettivo non meraviglia lo spessore della coltre olfattiva. Strati e multistrati di visciola, di prugna, di cassis registra il profumo, che per bucarli tutti con l'inalazione occorre prendere aria a pieni polmoni. Fittezza che al palato è densa cremosità di contatto, potenza e persistenza del suo avvolgente sapore. Un mix di mora, di visciola e cassis cioccolatoso, sfumato in dolcezza da balsamico rovere, enologicamente reso ancora ben turgido, soprattutto gran netto e pulito. Un gran vino, fra i migliori rossi italiani, chapeau».

lucamaroni.com

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