Pizzerie

Berberè raddoppia a Torino: nuovo concept in centro

19 Agosto 2019 -
DI Redazione

Un nuovo concept di pizza gourmet nel cuore di Torino: Berberè raddoppia nella città della Mole con la recente apertura in piazzetta Madonna degli Angeli, secondo locale torinese.

Salgono così a 11 i locali aperti in Italia dai fratelli Matteo e Salvatore Aloe, creatori dell'insegna bolognese dedicata alla pizza artigianale. Agli undici locali italiani nelle città di Bologna, Milano, Torino, Firenze, Roma e Verona, si aggiungono le tre aperture di Londra con il nome di Radio Alice.

Il nuovo concept in centro a Torino ospita 50 coperti in un ambiente ristrutturato, caratterizzato da una boiserie colorata, dal mattone grezzo a vista e dal wall-painting distintivo delle pizzerie Berberè, mentre all'esterno un accogliente dehors di 50 posti che affaccia su piazzetta Madonna degli Angeli apre le porte durante la bella stagione.

Morbida dentro e croccante fuori, la pizza di Berberè stimola la convivialità attraverso un’idea semplice: otto spicchi per fare in modo che tutti i commensali possano assaggiare i vari gusti. Questa caratteristica e altri elementi ne hanno determinato il successo: il lievito madre vivo rinfrescato quotidianamente, gli ingredienti di stagione biologici, il servizio gentile e veloce, i locali dal design semplice e accogliente, la possibilità di delivery.

Il format Berberè, infatti, nasce nel 2010 a Bologna con l’obiettivo di dare nuova identità alla pizza, mantenendone allo stesso tempo l’anima pop e valorizzandone l’artigianalità attraverso la ricerca delle materie prime, lo studio degli impasti, la sperimentazione delle farine, la cura nella formazione del personale.

Il menù è stagionale ed è tutto incentrato sulle pizze, con sedici proposte che spaziano da quelle classiche a quelle più ricercate, con alcune scelte vegetariane. Per la primavera/estate sono stati scelti gli ortaggi della bella stagione, così si può gustare la "Zucchine e feta" con zucchine al forno, feta, olive nere, cipolle rosse marinate e fiordilatte, la "Peperoni del Piquillo" con peperoni del Piquillo in crema, cipolla bianca stufata, olive nere, capperi di Salina e prezzemolo, oppure la "Norma" con melanzane al forno, pomodoro, ricotta affumicata grattugiata, fiordilatte e basilico.

Tre sono le tecniche per i diversi tipi di impasto, applicate a rotazione nelle pizzerie: classico diretto; idrolisi degli amidi; farro integrale, grano duro Senatore Cappelli ed enkir indiretto con biga. Nella preparazione due delle caratteristiche principali sono l’utilizzo del lievito madre vivo e i tempi lunghi della lievitazione: il processo di maturazione dell'impasto dura, infatti, 24 ore a temperatura ambiente controllata di 24 gradi. Questo rende la pizza più digeribile rispetto alla più comune fermentazione con il solo lievito di birra.

Le farine sono semintegrali biologiche e contengono all’interno fibre, vitamine idrosolubili e tutti gli oligoelementi presenti nel chicco. Per la cottura delle pizze si è scelto un forno elettrico con caratteristiche tecnologiche avanzate e pietra di due tonnellate, capace di garantire una cottura della pizza di altissimi livelli, mantenendo la temperatura costante a 320°C anche dopo numerose infornate.

Gli ingredienti impiegati per la guarnitura, infine, valorizzano il più possibile le tradizioni produttive di ogni territorio, con una grande attenzione alle materie prime biologiche. Tra questi vi sono il Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, il Fiordilatte bio Querceta, le carni della Macelleria Zivieri di Monzuno (BO), i capperi di Salina, la bufala bio Ponterè di Cancello ed Arnone, la ‘Nduja di Spilinga.

www.berbere.it

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