Vino

Quando il vino diventa leggenda: il Pinot Bianco Rarity 2007

15 Maggio 2020 -
DI Redazione

Un vino prezioso, prodotto in un'esclusiva edizione limitata di sole 3.300 bottiglie, emblema della passione e della sperimentazione di una leggenda dell'enologia: il Pinot Bianco Rarity 2007 di Cantina Terlano, una perla enoica eredità del lavoro di Sebastian Stocker, lo storico enologo dell'azienda scomparso nel 2017.

Proprio dal cosiddetto Metodo Stocker nasce questo pregiato bianco: l'enologo, infatti, animato da un incessante e incontenibile spirito di sperimentazione, è stato capace di aprire nuovi orizzonti nella produzione di vino in Alto Adige, come testimonia il Pinot Bianco Rarity 2007.

«Ho sempre sospettato che il terroir di Terlano potesse produrre qualcosa di straordinario. Tuttavia, questo potenziale non è stato compreso immediatamente», disse una volta. In un periodo in cui quasi nessuno in Alto Adige pensava alla qualità, Stocker sperimentava con ingegno, anche perché più di mezzo secolo fa non era possibile fare altrimenti. Nonostante la mancanza di conoscenze professionali, da subito Stocker ha proceduto in uno studio meticoloso, registrando in un taccuino ogni sua osservazione in vigna e in cantina. Già nei primi anni '60, Stocker esaminava e confrontava vitigni posizionati in diverse zone. «Alle degustazioni ho notato che faceva la differenza dove cresceva l’uva e l’età delle viti», spiegava.

Da questo studio decennale si è sviluppata una tecnica, ovvero la vinificazione di piccole quantità in autoclavi, che Stocker aveva originariamente acquistato per la produzione di vini spumanti. Tuttavia, all’epoca, nel lontano 1967, i tempi non erano ancora maturi per questo. Così, Sebastian decise di trasformarli in serbatoi di stoccaggio per le sue selezioni di uva che in questo modo avevano la possibilità di riposare più a lungo sul lievito fine. Dopo alcuni anni si è scoperto che questa lunga conservazione dei lieviti era molto efficace per lo sviluppo e la struttura dei vini, tanto che, dal 1979, il vino di Stocker è imbottigliato come rarità, i celebri Rarity firmati Terlano, caratterizzati da una longevità formidabile per dei vini bianchi.

Dal 2002, l’enologo Rudi Kofler porta avanti l’eredità del pioniere del vino Stocker, occupandosi anche dei vini rarità, seguendo scrupolosamente l’insegnamento di Stocker: «Stiamo parlando di una personalità notevole», ricorda Kofler. - Era ossessionato dal concetto della lunga conservazione del lievito. Ora sappiamo che, oltre al terroir di Terlano, anche questo contribuisce in modo decisivo alla longevità di un vino. Infatti, i vini acquistano freschezza e complessità nonostante o forse proprio a causa dei lunghi tempi di maturazione».

Proprio grazie all’era Stocker, ovvero l’inizio della produzione di vini rarità, ora c’è un’intelligente gestione della qualità che Kofler spiega prendendo come esempio il nuovo Pinot Bianco Rarity 2007: «Nel caso del Pinot Bianco Rarity 2007, le uve arrivano da tre parcelle provenienti dalla zona del “Vorberg”, ad un’altitudine compresa tra i 500 e i 600 metri slm. I terreni che vi si trovano sono leggeri e costituiti da porfido di quarzo sub-vulcanico. Questi vigneti hanno dai 40 ai 50 anni e producono con una resa per ettaro molto bassa. Il Pinot Bianco Rarity 2007 è stato lasciato fermentare per dodici mesi in botti di legno, dopodiché è stato messo in un’autoclave di acciaio nella cantina delle rarità per ulteriori 11 anni. Durante questo lungo processo di invecchiamento, i lieviti subiscono una cosiddetta autolisi che conferisce al vino una particolare complessità aromatica e gustativa. Inoltre, si realizza una stabilizzazione naturale che ha un effetto estremamente positivo sulla capacità di invecchiamento».

Non è un caso che il Pinot Bianco sia diventato quasi un punto di partenza fisso nella selezione dei vini rarità: «Da decenni osserviamo che la qualità e il potenziale di maturazione del nostro Pinot Bianco risultano particolarmente elevati. L’annata 2007 è stata caratterizzata da piogge sufficienti in estate e da un autunno molto mite e soleggiato che ha portato a un inizio precoce della vendemmia. Il vino è ricco di finezza e di una leggerezza maestosa, dotato di un’elevata complessità e una freschezza quasi giovanile», spiega Kofler.

www.kellerei-terlan.com

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