Case di design

Un fienile trasformato nella casa dei sogni: Messner House

17 Agosto 2019 -
DI Redazione

Ai piedi dello Sciliar, nel suggestivo comprensorio dell'Alpe di Siusi, a Bolzano, un fienile risalente al 1850 rinasce come abitazione trasformandosi in una vera e propria casa dei sogni: Messner House.

Il progetto, realizzato da noa* network of architecture, riparte dalla tradizione altoatesina per sorprendere all’interno, disegnando spazi visionari e inaspettati, dalle atmosfere quasi magiche, ispirate anche ai ricordi d’infanzia trascorsa in alta montagna.

Il dialogo con la tradizione, infatti, è alla base del progetto Messner House, così come la volontà di staccarsene per definire una propria identità, un nuovo modo di abitare e una diversa struttura dello spazio domestico.

L'intervento, portato a termine alla fine del 2017, si inserisce in un contesto estremamente delicato, in Alto Adige, a 1100 metri di altitudine, ai piedi dell'Alpe di Siusi, riconosciuta Unesco World Heritage per le sue bellezze naturalistiche. Era quindi importante per Stefan Rier, founder insieme a Lukas Rungger dello studio noa* e, in questo caso, 'cliente' di sé stesso, rispettare la tipologia costruttiva originaria e l'impianto urbanistico del paese.

«Volevamo che l’intervento fosse coerente con l’estetica e l’assetto urbano del paese, dove fienili di legno si alternano a case intonacate, destinate ai contadini e al ricovero degli animali. - spiega l’architetto Rier - Per questo, abbiamo vestito l’esterno dell’edificio con un 'abito' consono alla tradizione: una griglia di legno che l’avvolge da ogni lato, proprio come si usa nei fienili alpini. Ma all'interno ho scelto di lasciarmi alle spalle la tradizione, liberandomi da vincoli o schemi precostituiti. Per guardare avanti... ma anche un po' indietro, agli anni bellissimi della mia infanzia».

Il risultato è un’abitazione con due anime: fuori, quella della dimora alpina tradizionale, splendidamente inserita nello scenario circostante, mentre all’interno domina l’anima visionaria, con uno spazio libero da schemi, permeabile, osmotico e innovativo.

Al piano terra della Messner House si apre un arioso open space comune, con il tavolo da pranzo da condividere con gli amici e la cucina ampia e conviviale, risolta con un maxi bancone in ottone naturale rivestito sui lati con piastrelle blu mare in cotto di produzione artigianale. Ma poi la casa si sviluppa in verticale e alle classiche stanze si sostituiscono 'box galleggianti', posti a diverse altezze e collegati da passerelle e scale in ferro finemente intagliato, simile alle grate di tradizione araba, creando chiaroscuri davvero inusuali per il mondo alpino. Percorrendole, si ha la sensazione di salire per un sentiero di montagna che conduce alla vetta. Ma le passerelle, oltre a fungere da collegamento, ospitano anche i restanti ambienti, tra cui la biblioteca, i bagni con vasche e docce a vista e le tre camere da letto, progettate come delle micro-case che sembrano quasi galleggiare nell’ampio volume interno. Tutta la struttura è concepita in modo tale che, mano a mano che si sale, il livello di privacy e di intimità aumenta, fino ad arrivare al box più elevato, con la sauna aperta sullo scenario della montagna Santner.

La rivoluzionaria disposizione degli spazi interni si percepisce anche all’esterno, creando una sorta di contrappunto con le facciate di impianto tradizionale. A Nord, infatti, i due box delle stanze, rivestiti in rame, sono visibili attraverso la facciata esterna in legno, creando un significativo contrasto di materiali. A Sud, invece, il box sauna irrompe dalla vetrata.

Un’architettura, dunque, estremamente innovativa e coraggiosa, ma capace anche di evocare un’atmosfera antica. La vista della struttura in larice che sostiene i box galleggianti, della travatura del tetto a 12 metri d’altezza, e ancora, il respiro degli spazi, tutto sembra richiamare l’immagine degli antichi fienili. «Del resto ho passato l’infanzia a giocare nei fienili, - sottolinea Stefan Rier - e uno dei ricordi più belli era quando mi arrampicavo in alto e poi mi buttavo giù, tuffandomi nel fieno. Forse senza quell’esperienza non sarei mai arrivato a disegnare questa casa».

Messner House ha puntato inoltre a valorizzare al massimo l’illuminazione naturale: a Sud, la facciata è interamente vetrata e la luce viene filtrata dalla griglia lignea esterna, montata a circa 2,5 metri dal prospetto, mentre il tetto aggettante ombreggia gli interni nelle ore più calde della stagione estiva. Sul tetto, un lucernaio aperto a Est fornisce un ulteriore apporto sfruttando la luce zenitale. A Nord non ci sono finestre. Per quanto riguarda l’illuminazione interna, nello spazio giorno a doppia altezza prevalgono luci a sospensione per garantire un'illuminazione puntuale delle diverse aree funzionali.

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