Kermesse design

La rivoluzione dei workplaces al centro di Maison et Objet 2019

09 Settembre 2019 -
DI Redazione

Rendere gli ambienti lavorativi accoglienti come quelli domestici: questo il fil rouge scelto da Maison et Objet 2019, in scena in questi giorni a Parigi.

Il nuovo rapporto con il lavoro, guidato dal cambiamento sociale, sta infatti reinventando l'ufficio: la digitalizzazione rende più mobili liberando le persone dalle postazioni di lavoro tradizionali. Gli strumenti collaborativi e partecipativi, a partire dai social media, hanno portato alla nascita di spazi di co-working, che offrono un modo di lavorare più piacevole e interattivo, consentendo ai dipendenti di appropriarsi del loro ambiente di lavoro e personalizzarlo.

Di fronte a queste nuove sfide, produttori, distributori, space planners e installatori si orientano al design residenziale per dare maggior spazio alla creatività e rendere gli uffici più accoglienti e confortevoli: in questo contesto Maison et Objet 2019 si propone come laboratorio per esprimere al meglio la nuova arte di lavorare, accogliendo i migliori professionisti del design nel cuore della principale regione economica europea, con 52 milioni di mq di uffici, e pioniera nell'aver reinventato l'area di lavoro con circa 7.700 start-up, 216 incubators e 171 spazi di coworking.

I 2/3 degli architetti e degli stylist che visitano Maison et Objet sono già coinvolti in progetti di design di uffici, rendendo l'evento il naturale terreno di caccia per le soluzioni decorative volte a soddisfare questi nuovi spazi multifunzionali. Il potenziale è ulteriormente rafforzato dalla presenza dell'85% tra le più grandi aziende francesi che, ispirate dalla tendenza del co-working, attualmente impiegano il 41% del loro ambiente ufficio in aree di lavoro comuni.

I migliori arredi per l'ufficio brillano in una zona dedicata di circa 1000 mq, accompagnati da uno speciale percorso denominato WORK! Inedite soluzioni curate da Chantal Hamaide e interpretate da Philippe Boisselier sono poi rappresentate in una delle aree "What's New", mettendo in luce una nutrita selezione di arredi, oggetti e accessori concepiti per incrementare la personalità di un ambiente di lavoro.

Numerose anche le conferenze dedicate al WORK!, guidate da esperti del settore e orientate a riunire in un confronto produttivo i principali attori impegnati nella ricerca di soluzioni e progettazione di uffici.

Come ogni anno, Maison et Objet 2019 riserva un ampio spazio al Designer of the Year, riconoscimento assegnato stavolta all'architetto trentasettenne Laura Gonzalez, talentuosa progettista che con il suo stile ha reinterpretato ristoranti, bar, hotel e negozi.

«Ho bisogno che i luoghi abbiano un'anima - spiega la designer - Anche per questo faccio attenzione a non ripetermi mai». Ei suoi ultimi progetti a Parigi lo dimostrano. A La Gare, ristorante e brasserie dalle dimensioni extra large nel 16° arrondissement, si ispira al tema del viaggio toccando tutte le sponde del Mediterraneo, mentre da Cartier in Rue de la Paix trasforma il negozio in un appartamento degno di Coco Chanel, e ancora, per il mitico ristorante La Perouse ripristina la boiserie in legno, le decorazioni d'epoca e gli affreschi con l’aggiunta di un tocco di romanticismo reinterpretato.

Mai freddo o asettico, lo stile di Laura Gonzalez non trova eguali per l’abilità di mixare con il giusto equilibrio tessuti, motivi, materiali, colori, epoche. «Mi piace moltiplicare i dettagli, mi piace essere sicura che, ovunque lo sguardo si posi, trovi qualcosa». Un trionfo del mix and match che era già presente nel suo primo progetto, quando, appena terminati gli studi a soli 26 anni, ha rinnovato il Bus Palladium, tempio delle notti parigine, mescolando non meno di trentacinque carte da parati con arredi di recupero e riportando i bagliori dell’ottone alla ribalta delle tendenze.

Menzione speciale, infine, per i Rising Talent Awards 2019, che quest'anno guardano a Occidente, incentrandosi sul design americano. «Dopo esserci concentrati su Europa, Medio Oriente e Asia abbiamo deciso di orientarci verso un altro grande polo del design mondiale. - così si esprime Philippe Brocart, Managing Director di SAFI, la società organizzatrice di Maison et Objet - Le dimensioni e la diversità culturale degli Stati Uniti danno vita a risultati progettuali notevoli, per questo siamo entusiasti di accogliere a Parigi una generazione di designer in divenire, insieme alle molteplici correnti che li influenzano».

«La giovane generazione di designer americani che sta emergendo è molto orientata ad oggetti realizzati a mano. - spiega Odile Hainaut, fondatrice con Claire Pijoulat di WantedDesign, la fiera annuale che a Manhattan e Brooklyn ha individuato e portato alla ribalta diversi talenti emergenti - Si tratta di imprenditori che realizzano direttamente le loro opere in piccole serie, invece di lavorare a progetti teorici da proporre ad aziende manifatturiere che li sviluppano e realizzano. Il loro lavoro è legato al tatto e alla materia».

www.maison-objet.com

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