Made in Italy

La chiave per uscire dalla crisi è acquistare Made in Italy

27 Aprile 2020 -
DI Redazione

C'era una volta il Made in Italy, con la sua aura di fascino e di indiscussa qualità in ogni sua declinazione, dalla moda, al design, al food & wine. Ma il Made in Italy c'è ancora e, a dispetto del peso schiacciante del lockdown e della conseguente crisi che ha investito il tessuto economico italiano, i settori cardine della produzione artigianale e industriale della penisola richiedono di poter riaprire le loro attività. Molte le iniziative a sostegno del nostro Paese e a favore dei prodotti Made in Italy, così come altrettante sono le campagne di sensibilizzazione all’acquisto delle nostre eccellenze.

E potrebbe essere proprio questa, infatti, una delle possibili risposte alla forte crisi provocata dall’epidemia di Coronavirus e dalle stringenti misure prese dal governo per contenere il contagio. Un appello corale, in primis dello stesso esecutivo, a sostegno di tutti i comparti con un accento sul settore agroalimentare. È recente, ad esempio, la proroga dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine di alimenti base come pasta, riso e derivati del pomodoro, stesso discorso per i prodotti lattiero caseari, firmata dai ministri delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. E attesa, secondo un'indagine Coldiretti/Ixè, dall’82% degli italiani che, a causa della devastante crisi "Coronavirus", cercano sugli scaffali dei supermercati prodotti Made in Italy per rilanciare l’economia, il lavoro e permettere al nostro Paese di rialzarsi.

La stessa Coldiretti, facendosi portavoce delle aziende e delle imprese food & wine italiane, ha promosso, sin dai primi giorni di lockdown, la campagna #MangiaItaliano insieme a Filiera Italia, con l'intento di preservare e rilanciare il Made in Italy, "difendere il territorio, l’economia e il lavoro e far conoscere il valore della più grande ricchezza del Paese, quella enogastronomica".

E se l'appello a comprare e mangiare italiano è sostenuto a gran voce dai componenti dell'esecutivo e dalle opposizioni, che invitano, tra le altre cose, gli italiani a postare sui social i propri prodotti italiani preferiti, non si possono però ignorare gli effetti catastrofici subiti da un comparto in grave sofferenza, naturalmente votato a un'economia export-oriented e che ora si trova a fare i conti con un calo a doppia cifra delle vendite extra-UE.

Crollano infatti del 19,1%, secondo i dati Istat, le esportazioni alimentari in Cina, il primo paese ad essere colpito dalla pandemia, proprio per effetto dell'emergenza Covid-19 che ha interrotto i flussi commerciali con il colosso asiatico. Complessivamente, come segnala un'indagine congiunta Coldiretti/Ixè, per effetto della chiusura delle frontiere e delle misure di contenimento, il 70% delle imprese agroalimentari vocate all’esportazione hanno registrato una brusca frenata delle vendite all'estero nel mese di marzo a causa delle disdette provenienti da clienti di tutto il mondo. A pagare il conto più pesante sono stati il settore del vino, ma anche ortofrutta, formaggi, salumi e conserve. Un andamento che rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto al record delle esportazioni fatto segnare nel primo bimestre del 2020, con un sorprendente incremento dell'11,6% rispetto al 2019, in cui, globalmente il comparto agroalimentare ha raggiunto il tetto massimo mai toccato di 44,6 miliardi di euro.

Si tratta del primo effetto diretto misurabile del lockdown produttivo, soprattutto per un comparto cardine come quello del vino, dove l'Italia si pone, infatti, come il principale produttore mondiale, seguita da Francia e Spagna, che insieme rappresentano il 25% del consumo mondiale di vino. Nel Belpaese, ad oggi, quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) registrano un deciso calo del fatturato con sensibili rischi per un settore dal quale nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone, per un giro d’affari di 11 miliardi.

A pesare sulla mancata vendita dei vini di qualità, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, è stata la chiusura forzata di alberghi, agriturismi, bar e ristoranti, ma anche l’azzeramento del flusso turistico, circostanze non compensate dall’aumento delle vendite nei supermercati, dove l’offerta è più orientata su prodotti economici e di largo consumo.

Un quadro a tinte fosche, aggravato dalle previsioni rese note da OIV (Organizzazione Mondiale della Vite e del Vino), secondo cui la chiusura di caffè, hotel e ristoranti per arginare la pandemia di Covid-19 potrebbe portare a un taglio del 50% del valore delle vendite di vino in Europa. Dati preoccupanti se si pensa a un settore in cui le spedizioni fuori dal confine nazionale hanno raggiunto nel 2019 i 6,4 miliardi di euro, il tetto massimo di sempre, pari al 58% del fatturato totale.

In quest'ottica, a livello nazionale, la Coldiretti è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti, ma anche per sostenere con investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni italiane attraverso un piano straordinario di comunicazione sul vino, da sempre un elemento di traino all'estero per l’intero Made in Italy.

Uno scenario incoraggiante potrebbe provenire dalla riapertura di bar e ristoranti, in concomitanza con l'avvio della Fase 2 dell'emergenza Covid-19: in particolare, un'importante opportunità è rappresentata dal Food Delivery, che, secondo la Coldiretti, "genera un fatturato di 350 milioni di euro, con aumenti a due cifre già prima della pandemia. La spesa degli italiani per pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa prima dell’emergenza Coronavirus era pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani. La riapertura di bar e ristoranti potrebbe avere un effetto valanga sull’agroalimentare nazionale, con la ripresa degli acquisti di cibi e bevande che vale almeno 20 miliardi all’anno".

Acquistare Made in Italy in tutte le sue forme si conferma dunque chiave di volta essenziale e strategica per la ripresa dell'economia italiana, se si avrà capacità di valorizzare e promuovere con forza la sua natura di volano di artigianalità e passione nell'offrire il massimo della qualità, della sicurezza e dell'affidabilità in ogni sua declinazione. Così facendo, si aiuterebbero concretamente, tramite il semplice gesto di scegliere con cura un prodotto specifico dallo scaffale, le numerose aziende impegnate da sempre nella creazione di un patrimonio che ha reso il marchio Made in Italy simbolo indiscusso di eccellenza in tutto il mondo.

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