Vino

Lockdown: ecco i dati delle vendite di vino

30 Aprile 2020 -
DI Redazione

Se l'emergenza Coronavirus ha colpito l’intera filiera vitivinicola italiana, colpita sensibilmente anche dalla chiusura di bar, ristoranti e dal calo dell’export, gli italiani, dal canto loro, hanno fatto registrare un incremento delle vendite di vino, sebbene riguardante unicamente i canali di vendita aperti, ovvero quelli relativi alla Distribuzione Moderna, i negozi di alimentari e lo shop on line. Proprio per il settore della Distribuzione Moderna, l’istituto di ricerca IRI ha elaborato per Vinitaly i dati relativi al periodo compreso tra gennaio e il 19 aprile 2020, comprese dunque le settimane di Pasqua.

Nei primi tre mesi e mezzo dell’anno le vendite di vino nella Distribuzione Moderna (Iper, Super, Libero Servizio Piccolo, Discount) hanno registrato una crescita a volume del 7,9% (+ 6,9% a valore) rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel dettaglio i vini Doc e Docg sono cresciuti del 6,8% (+ 7,6% a valore), i vini Igp e Igt del 10,5% (+7,7% a valore), i vini comuni del 7,2% (+4,1% a valore), le bollicine dell’1,2% (+1,6% a valore).

Un'analisi complessa che tiene conto dei primi due mesi dell'anno, non toccati dall’emergenza Covid19, così come del periodo interessato dal lockdown, ovvero marzo e aprile, con la variante delle settimane pasquali tra il 6 e il 19 aprile, di norma caratterizzate dai consumi da ricorrenza.

A marzo i vini Doc e Docg sono aumentati del 9,9%, mentre i vini Igt del 4,0%. In calo le bollicine, scese del 5,4%, mentre il Prosecco è cresciuto dell’8,3%. In ripresa anche il vino in brik, incrementato dell8,8%, così come il Bag in Box (il formato da due litri e mezzo con il rubinetto) aumentato invece del 36,8%.

Nelle due settimane pasquali le vendite di vino sono aumentate del 10,2%, mentre si è verificata una sensibile flessione delle bollicine: -38%. Prosegue intanto la crescita del vino biologico che nel primo trimestre 2020 ha venduto 1 milione e 559 mila litri, con un aumento del 19%.

«Nella Distribuzione Moderna si è comprato più vino perché il consumo a casa ha sostituito, in parte, quello fuori casa, ma è diminuita la spensieratezza e quindi la volontà di stappare uno spumante – ha commentato Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI – Da inizio anno la crescita maggiore la fanno registrare il vino IGP ed il vino comune (da tavola). La crescita dei vini Doc/Docg, pur sostenuta, è frenata probabilmente dalla minore scelta assortimentale presente nei negozi più piccoli e dal minor tempo dedicato all’acquisto, conseguenza delle indicazioni fornite dai punti vendita di ridurre i tempi della spesa».

«La crescita degli acquisti di vino nella Grande Distribuzione in regime di lockdown è significativa, in particolare a volume, ma non basta a colmare il gap di domanda che si è creato con la chiusura del canale Horeca, specie per la fascia alta delle etichette – ha osservato Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere – I dati dimostrano, inoltre, una oggettiva propensione al risparmio, specie nel mese di aprile, da parte dei consumatori, in questo momento particolare in cui anche Vinitaly è al fianco del settore per favorire il rilancio attraverso il business in tutte le sue declinazioni».

La classifica dei vini più venduti vede nell’ordine: Lambrusco, Montepulciano d’Abruzzo, Chianti Docg (interessato da una crescita del +6,9%), Sangiovese e Barbera. Analizzando i vini con maggior tasso di incremento di vendite, invece, la classifica vede ai primi posti: Lugana (con una crescita notevole del 30%), Ribolla, Pinot Grigio, Valpolicella, Aglianico. Le vendite di vino e spumante biologico raggiungono i 5 milioni di litri (con una crescita del 10,5%) per un valore di 31 milioni di euro.

www.vinitaly.com

#HASHTAG