Gemelli diversi: i sangiovesi di Rubbia al Colle.

27 Maggio 2012 -
DI Redazione
nalisi sensoriale di tre simili, ma differenti rossi autoctoni toscani Per gli amanti del sangiovese e per chi, semplicemente, ha voglia di scoprirlo. La tenuta Rubbia al Colle, facente parte dell'Arcipelago dei Muratori, si trova nello splendido contesto della Val di Cornia, di cui abbiamo già parlato riguardo l'azienda Petra. Siamo sempre a Suvereto e ci aspettiamo quindi di incontrare un panorama che va dalla pianura vicino al Mar Tirreno fino alle colline più interne, cullate dall'inconfondibile brezza marina di queste zone, fondamentale per la vita delle uve.  Dall'azienda, che si estende su circa 100 ettari, di cui80 a vigna, nascono tre rossi, tutti a base sangiovese, ma ognuno "fatto crescere" diversamente. Iniziamo a parlare del Drumo Toscana Sangiovese Igt, che prende il suo nome dal greco antico e significa bosco. Da un unico vigneto con le più recenti selezioni clonali, situato in pianura e caratterizzato da un clima arido e da un suolo sabbioso - limoso e umido fino in profondità, si ottiene un sangiovese dal carattere essenziale, con nette sensazioni di macchia mediterranea e una spiccata mineralità salmastra. Vino che negli anni mantiene un profilo delicato: piacevolmente fresco, ottima la bevibilità, sostenuta da una vena acida mai stanca. Affina 10 mesi in botti di rovere da 25 hl. Il Barricoccio Val di Cornia  Suvereto Sangiovese Doc nasce da un'idea originale che prevede l'affinamento del vino in un contenitore di terracotta che, però, presenta forma e dimensioni di una barrique francese. Questa soluzione mira a mantenere nel prodotto le caratteristiche naturali di freschezza e giovinezza. Il Barricoccio proviene da un 90% di sangiovese e da un 10% di ciliegiolo. Il vigneto è soggetto a un clima caldo con buone escursioni termiche e presenta un suolo con ghiaie e limi sabbiosi alternati. L'ultimo arrivato è il Tutto Natura Igt Toscana Sangiovese, prodotto senza l'utilizzo di sostanze chimiche di sintesi né in vigneto né in cantina, nel pieno rispetto dell'equilibrio microbiologico del territorio. Un vino che è frutto di un'esperienza simbiotica fra uomo e natura e che è proteso a esprimere sincerità e immediatezza. Sapido e salino, si distingue per le forti tracce ematiche e una straordinaria dinamicità in bocca. Il piccolo sangiovese di Rubbia al Colle scalpita ancora in bocca, ma le premesse sono ottime per poterlo paragonare ai due fratelli maggiori.   Serena Zerilli
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