L’era delle Smart Tag: mai più cibi avariati

15 Dicembre 2015 -
DI Bycam
p style="text-align: justify">Se a volte ci sfiora il dubbio che un alimento al supermercato sia davvero fresco, l’etichetta potrà presto accorrere in nostro aiuto. Stiamo parlando della smart tag, l’etichetta intelligente progettata da un gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Imperial College di Londra con il coordinamento di Luca Beverina, professore associato di Chimica Organica in Bicocca.

Grazie a una reazione chimica appositamente ottimizzata dai ricercatori, la smart tag ha la particolarità di cambiare colore col variare della temperatura e seguire passo dopo passo il percorso di un alimento (latte, yogurt, formaggi, solo per citarne alcuni), garantendo così la sicurezza legata alla corretta conservazione dei cibi freschi. 

smart tag

«Le etichette che abbiamo sviluppato» spiega Luca Beverina «sono dispositivi semplici, economici e affidabili in grado di registrare tutta la storia termica di un pacchetto in modo facile e leggibile a occhio nudo. È una soluzione che aiuta produttori e distributori a evitare che alimenti freschi e deteriorati finiscano nello stesso frigorifero».

Infatti, il pigmento organico della smart tag, posto su una pellicola di silice porosa applicata sulla confezione del prodotto, viene programmato in modo che al tempo zero l'etichetta sia incolore. Se durante il tragitto, la temperatura di conservazione rimane nell’ordine di +4 °C l'etichetta rimane incolore, se invece l’alimento è esposto a una temperatura superiore, fino a +9 °C per non più di 30 minuti, l’etichetta assume rapidamente un colore blu chiaro. Se, infine, l’alimento rimane per 3 ore a temperatura ambiente l’etichetta diventa blu scuro. La colorazione è sempre irreversibile, in modo da garantire a consumatori e distributori una costante trasparenza sulla qualità della conservazione dei cibi. Un sigillo di garanzia di cui probabilmente, in futuro, non potremo più fare a meno.

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