Dal vino al Caravaggio: profumi e ispirazioni con Moreno Bondi

14 Marzo 2015 -
DI Bycam
Janù, 2011, Jasci & Marchesani - "Espressione di Armoniosa Dolcezza" Janù, 2011, Jasci & Marchesani - "Espressione di Armoniosa Dolcezza"[/caption]

Cos’è che lega a doppio filo un uomo e artista del XXI secolo a un Maestro di cinque secoli fa?

Credo che per elaborare forme di arte contemporanea non si debba considerare esclusivamente il risultato finale del lavoro di un artista di diversi secoli fa: non si possono studiare delle opere solo per quello che rappresentano dal punto di vista iconografico. È necessario considerare le opere per il modo in cui sono state realizzate, nel loro divenire artistico. Per me, quindi, il parallelo va fatto con quello che un artista come Caravaggio ha comportato nella Storia dell’arte. Chiaramente da parte mia c’è anche un’attenzione all’aspetto estetico: la bellezza, la qualità, la tecnica, lo studio sul colore ottenuto da materiali naturali e quello filologico sulla materia pittorica. Non sono un nostalgico della pittura di cinque secoli fa, ho sempre bisogno di un riferimento ai linguaggi del ‘900 che ci hanno portati fin qui.

[caption id="attachment_14543" align="aligncenter" width="500"]Donnaluce, 2013, Poggio Le Volpi - "Suadenza di Fiore" Donnaluce, 2013, Poggio Le Volpi - "Suadenza di Fiore"[/caption]

In molte delle sue opere sono presenti delle ali. Qual è, oggi, il simbolismo che sta dietro questi elementi? Angeli moderni, angeli caduti: come si inseriscono questi soggetti nella realtà del nostro tempo?

Per me considerare le ali comporta un duplice riferimento. Il primo, psicologico, mi porta a guardare alle figure mitiche che da sempre cercano di dare forma ad alcuni precisi aspetti dell’animo umano: il raccoglimento, il pensiero, l’introspezione. Il secondo riferimento è metafisico: le ali sono sempre esistite nella Storia dell’arte, sono elementi essenziali che attraversano il tempo. I soggetti che rappresento non sono degli angeli come li intendiamo nel senso comune: sono delle persone vere, umane, raffigurate con delle ali frutto della mia immaginazione e dello studio di come questi elementi siano stati rappresentati da altri nel corso della Storia dell’arte.

[caption id="attachment_14544" align="aligncenter" width="500"]Merum, 2012, Bellicoso - "Ammantata di Sublimi Accordi" Merum, 2012, Bellicoso - "Ammantata di Sublimi Accordi"[/caption]

Nelle sue opere spesso convivono pittura e scultura. Cosa vuole trasmettere a livello sensoriale con questa tecnica?

Il bisogno di rompere la classicità, di rompere il riferimento al museo. La scultura è per me un elemento di rottura, l’incursione della tridimensionalità nella bidimensionalità. Detto questo, ho anche bisogno di positività, di mostrare rispetto per ciò che è stato fatto negli anni. Non posso trattare male l’arte museale, per questo anche nella rottura inserisco elementi nobili, come il marmo. Il marmo è il materiale più completo, quello più difficile da lavorare per la sua durezza, quello più bello, quello più distante dai materiali sintetici: utilizzare il marmo mi consente di rompere la classicità senza generare uno scontro tra il ‘600 e oggi.

[caption id="attachment_14545" align="aligncenter" width="500"]Edizione Cinque Autoctoni, Farnese Vini - "Suadente Essenza Purissima" Edizione Cinque Autoctoni, Farnese Vini - "Suadente Essenza Purissima"[/caption]

Caravaggio ha avuto una vita breve e movimentata. È morto giovane, anche per quella che era la durata di vita media dell’epoca, ha avuto guai con la legge, non si è mai sottratto alla passione, è stato condannato a morte, è fuggito da Roma: quasi un eroe, o un antieroe, romantico. Lei crede che oggi sia ancora possibile rintracciare queste dinamiche drammatiche come stimolo per la creatività di un artista?

Credo che, oggi come ieri, sia necessario considerare due aspetti. Da un lato l’arte come lavoro quotidiano, costante, regolare, che permette di migliorare e migliorarsi. Dall’altro non bisogna dimenticare che la creazione, il colpo di genio, passa attraverso stress enormi che forniscono lo scarto per andare sempre un po’ più in là. Quindi secondo me bisogna sempre arrivare ad un punto estremo per cogliere quel di più da ricondurre poi al lavoro in studio.

[caption id="attachment_14546" align="aligncenter" width="600"]Eremo San Quirico Aglianico Campi Taurasini, 2011, Nativ - "Suadente Ispirazione" Eremo San Quirico Aglianico Campi Taurasini, 2011, Nativ - "Suadente Ispirazione"[/caption]

Molto spesso l’estro e il talento si celano dietro il profilo di persone dall’aspetto comune, prive dell’aura quasi mistica che le circondava in passato. Com’è oggi la vita di un artista?

In teoria dovrebbe essere molto mediatica, esposta, ma questo non si concilia con lo studio e la ricerca. È contrastata, io la vivo così, un alternarsi di momenti pubblici che mi strappano al raccoglimento, al momento dello studio.

[caption id="attachment_14547" align="aligncenter" width="600"]Montiano, 2012, Falesco - "Potenza Efusiva" Montiano, 2012, Falesco - "Potenza Efusiva"[/caption]

Il vino è da sempre una delle grandi muse degli artisti. Nel Bacchino Malato Caravaggio rappresenta un giovane Bacco col capo adorno di tralci di vite e con in mano un grappolo d’uva: diverse interpretazioni legano il soggetto dipinto alla stessa persona di Michelangelo Merisi, e il pallore di Bacco rifletterebbe la debolezza dell’artista durante il periodo di convalescenza dopo il ricovero nell’Ospedale della Consolazione. L’uva e il vino, dunque, come elementi salvifici?

Potrei dire che se il vino porta a una leggerezza dell’animo potrebbe elevare anche nell’arte, ma sarebbe un discorso pericoloso. Credo esista un parallelo tra l’arte e il vino: entrambi conducono a una forma di bellezza, e in questo elevano lo spirito umano. Su questa convinzione si è basata l’unione intellettuale tra me e Luca Maroni. Per Luca il vino è piacevolezza, perfezione, messa a punto, tecnologia, profumo, legame con la terra: tutti questi elementi sono spesso in parallelo con l’arte.

[caption id="attachment_14548" align="aligncenter" width="600"]Marcello, Ariola - "Perfetta Armoniosa Possanza" Marcello, Ariola - "Perfetta Armoniosa Possanza"[/caption]

Quali sono gli elementi dei vini che hanno ispirato la realizzazione delle 8 tele presentate all’evento “I Migliori Vini Italiani”?

Per quasi un anno ho cercato di avvicinarmi in punta di piedi alla filosofia che sta dietro il lavoro di Luca Maroni. Una volta comprese le sfumature del suo pensiero, direi che c’è stata una fusione tra tre elementi, che sono quelli da cui mi sono lasciato ispirare: il suo pensiero, prima di tutto, le rappresentazioni che lui dà del vino; l’elemento estetico legato alle singole etichette, quindi il legame che si crea tra queste e i produttori che le scelgono e vi si affezionano; infine senza dubbio il mio lavoro, il filtro che il mio pensiero e la mia ricerca offrono sul mondo dell’Arte.

[caption id="attachment_14549" align="aligncenter" width="500"]Ruché, 2013, Montalbera - "Sublime Masculinità" Ruché, 2013, Montalbera - "Sublime Masculinità"[/caption]

Sara Stopponi

Photo credits: Moreno Bondi

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