Vino

Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla produzione di vino

14 Maggio 2019 -
DI Redazione

I cambiamenti climatici che stanno interessando il pianeta e il conseguente innalzamento delle temperature stanno causando negli ultimi decenni significativi effetti sulla produzione di vino, influendo in maniera preponderante sui tempi di raccolta e sulle caratteristiche organolettiche dei prodotti.

In Italia, in particolare, i mutamenti in atto hanno condotto a un'alterazione del processo di maturazione dell'uva, comportando vendemmie anticipate in gran parte dei Paesi europei con importanti implicazioni nella gestione della viticoltura e qualità del vino.

Un approccio più tecnico con focus proprio sulla viticoltura lo offre Diego Tomasi, ricercatore del Centro di ricerca per la Viticoltura del CREA.

«Ci sono diverse evidenze – spiega Diego Tomasi – che mostrano come la viticoltura e il vino siano decisamente cambiati rispetto a soli 30 o 40 anni fa. Prima di tutto, le differenze si registrano a livello fenologico: il ciclo vegetativo della vite risulta anticipato di una quindicina di giorni rispetto al recente passato. Ciò produce altri effetti importanti, che vanno a incidere sugli zuccheri, l’acidità e il PH dei vini. La componente zuccherina sta infatti aumentando in concomitanza con l’aumento delle temperature, mentre l’acidità è in diminuzione. A livello aromatico, tale situazione determina il passaggio da note floreali e di frutta fresca a un aroma sempre più orientato verso la frutta matura e i sapori tropicali. Pure il colore del vino risente dei cambiamenti climatici e, in linea generale, la tendenza vira verso effetti cromatici più attenuati». Ma questo non è l’unico punto rilevante quando si parla di climate change e impatto sulle produzioni vitivinicole.

«C’è un altro grande problema da affrontare – prosegue Tomasi – ovvero la gestione dell’acqua, una risorsa sempre più preziosa quanto indispensabile. Per cercare di fronteggiare un simile status quo, la genetica al momento non ha potuto intervenire, anche perché avrebbe dovuto proporre piante geneticamente modificate, con tutto ciò che ne consegue. Allo scopo di mitigare (non risolvere!) questa situazione si sta intervenendo con soluzioni agronomiche, che possono esser diverse, a seconda dei territori e delle situazioni: per recuperare l’acidità, si può ad esempio calibrare una adeguata concimazione dei terreni. Per ridurre l’utilizzo di acqua, si possono adottare impianti in grado di garantire alla pianta solo il quantitativo necessario. Per controllare la percentuale zuccherina, ci si può spostare più in altura. Ma attenzione: rispetto a pochi decenni fa, la viticoltura si è già alzata di circa 200 metri».

Gli effetti dei cambiamenti climatici, dunque, appaiono evidenti e con riflessi importanti per la viticoltura. Uno scenario che spinge a prendere coscienza di come uno sviluppo sostenibile risulti un obiettivo urgente e necessario da perseguire, sotto tutti i punti di vista. Ma qual è l’approccio del mercato e il suo grado di sensibilizzazione rispetto a questi temi? Dati importanti emergono dalla ricerca di Nomisma Survey Wine Monitor.

«Da una nostra ricerca realizzata nel 2018, - dichiara Denis Pantini, Direttore di Nomisma Agroalimentare e Wine Monitor - su un panel di oltre 1.000 consumatori, in Italia i vini sostenibili sono menzionati dal 18% degli intervistati come un nuovo trend di consumo nel mondo del vino. Lo stesso sondaggio condotto in parallelo negli Stati Uniti mostra un risultato analogo con il 20% del campione che menziona questo fattore. Ma cosa significa concretamente sostenibilità? Per il consumatore italiano, un vino è sostenibile in primis quando rispetta l’ambiente ed è prodotto minimizzando il consumo di acqua e di energia, ma anche quando rispetta il patrimonio culturale e architettonico del territorio. Dalla presentazione di Nomisma Wine Monitor emerge una ulteriore curiosità: in Italia, tra chi si mostra attento al tema della sostenibilità ambientale e sociale, al primo e al secondo posto nei ‘top 5’ dei criteri di scelta di un vino compaiono la regione di provenienza e la denominazione DOC o DOCG. A questo proposito, presso lo stesso panel di consumatori, la Toscana risulta la regione che produce il vino rosso migliore. Una regione che, negli ultimi 5 anni, ha visto crescere il proprio export di vino di oltre il 30% contro una media nazionale che si è fermata al 23%».

Proprio nell'ambito di una vitale e rinnovata attenzione da parte delle aziende vitivinicole al tema della sostenibilità si inserisce il nuovo progetto Morellino Green,  un’iniziativa del tutto inedita firmata dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano che coniuga mobilità innovativa e sostenibilità ambientale.

«L’ambiente è di tutti e salvaguardarlo per le generazioni future è sempre più un dovere morale. - afferma Rossano Teglielli, Presidente del Consorzio Tutela Morellino di Scansano - Dal nostro Consorzio quest’anno arriva una proposta concreta che intende rappresentare un piccolo passo in questa direzione, certi che ogni modello di sviluppo futuro non possa prescindere dal rispetto del contesto ambientale».

«Si tratta di un progetto di mobilità elettrica – spiega Alessio Durazzi, Direttore del Consorzio Tutela Morellino di Scansano – sul territorio della Denominazione, con l’obiettivo di rendere l’area del Morellino una tra le prime DOCG "EV friendly", ovvero amica dei possessori di auto elettriche. Il progetto coinvolge già una decina di aziende associate al Consorzio, le quali si sono dotate di colonnine di ricarica per veicoli elettrici (auto, ma non solo, anche scooter e biciclette), così da realizzare un percorso "green" e rendere fruibile la DOCG Morellino e le sue aziende ad un turismo ecologico ed attento alla sostenibilità. Per l’occasione, abbiamo lanciato anche il portale www.morellinogreen.it, che sarà periodicamente aggiornato con nuovi contenuti e iniziative. Al suo interno, si possono già consultare le aziende aderenti, con informazioni per raggiungerle e suggerimenti sui percorsi da intraprendere all’interno del territorio. Ringraziamo i nostri partner EmmeRent e Dream Land Jaguar Land Rover, che ci hanno supportato nell’ideazione e nello sviluppo del progetto e insieme ai quali punteremo ad ampliarne la portata in futuro».

www.consorziomorellino.it

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