Chef

Andrea Pasqualucci trionfa al Sina Chef’s Cup Contest

30 Gennaio 2020 -
DI Redazione

Un piatto che racchiude la perfetta intesa tra l’arte di Pollock e la tradizione gastronomica delle terre contadine: BaccalArt è la gustosa ricetta con cui Andrea Pasqualucci, chef del ristorante Moma di Roma, ha trionfato alla finale della VII edizione del Sina Chef’s Cup Contest.

La gara, che si è svolta ieri negli spazi del nuovo ristorante Il Giardino dell’Hotel Sina Villa Medici di Firenze, ha visto la vittoria dello chef 1 stella Michelin con il punteggio di 91/100, superando Andrea Larossa (88/100) chef del ristorante 1 stella Michelin Larossa di Alba.

La competizione itinerante ha visto sfidarsi, a colpi di piatti eccezionali, da marzo a ottobre, ben 7 coppie di chef stellati sotto gli occhi vigili di una giuria d’eccezione composta da giornalisti ed esperti del settore come Marco Gemelli, Chiara Aiazzi, Guido Barendson, Giuseppe Cerasa e Jacopo Mariutti.

Vincente è stato il connubio tra arte e cibo che ha portato Andrea Pasqualucci a trionfare sull’avversario con l’antipasto BaccalArt, ispirato a Jackson Pollock, secondo i criteri di aderenza al tema scelto, bontà del piatto, rapporto qualità-prezzo, valore estetico e artistico. Il piatto è stato concepito dallo chef Andrea Pasqualucci insieme al patron del Ristorante Moma, Gastone Pierini, seguendo un percorso che nasce da ingredienti provenienti da filiera certa, etica e che sono espressione di una politica di valorizzazione del lavoro dei piccoli produttori e che trova la sua completezza attraverso la sapienza gastronomica, l’arte e il design.

«Quando ho saputo che avrei dovuto partecipare alla finale della Sina Chef’s Cup Contest, ho subito pensato ad un mio vecchio sogno: realizzare un piatto dedicato a Jackson Pollock. - dichiara Andrea Pasqualucci - Nel 2015, ho visitato una mostra dedicata all’artista statunitense ed è stato amore a prima vista. La forza delle opere, la bellezza dei colori mi colpì talmente che cominciai a interessarmi alla tecnica che utilizzava per dipingere. Ho poi scoperto, con grande piacere, che Pollock, oltre che artista, amava cucinare e aveva un grande amore per l'orto, spesso reperendo gli ingredienti per le proprie ricette nei boschi e nei ruscelli intorno alla propria casa di Springs, NY. Al Moma si crea arte e colore nei piatti, riprendendo le tradizioni povere e contadine coniugate con tecniche di cucina contemporanee, utilizzando solo prodotti a filiera certa, provenienti da piccoli produttori: in questo modo il processo di preparazione del piatto risulta completamente trasparente. E su questo io e Gastone Pierini, che da 40 anni vede la cucina in maniera sempre innovativa, abbiamo fondato il nostro sodalizio. Così scoprire l’interesse di Pollock per la gastronomia ci ha sorpreso e affascinato. Nasce in questo modo il piatto con cui ho vinto, i cui elementi sono i piatti antichi e gli orti dimenticati, l’arte, la Lupa di Pollock e la lupa come simbolo della mia città: aspetti che legano strettamente ogni giorno, me, Gastone Pierini e tutto il team del Moma».

Lo chef Andrea Larossa si è invece aggiudicato il secondo gradino del podio con un piatto ispirato al pigmento color porpora “Ultrapurple”, mentre allo chef resident Luigi Incrocci sono state affidate le ricette del primo e del dessert: "Colori in simbiosi" ispirata alle opere dell'artista Sandro Chia e "Angolo senza spigoli" omaggio all'arte di Simone Lingua.

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