Ristoranti Roma

Andrea Antonini è il nuovo chef dell’Imàgo all’Hotel Hassler

04 Aprile 2019 -
DI Silvia Famà

L'arrivo della primavera porta con sé un dolce vento di novità nel panorama ristorativo romano. Dopo l'annuncio dell'addio di Francesco Apreda alle cucine dell'Imàgo, il concept stellato dell'Hotel Hassler, è tempo di dare il benvenuto al nuovo chef Andrea Antonini, giovane talento scelto personalmente da Roberto Wirth, proprietario e General Manager dell'hotel, per dare una nuova e fresca impronta alla cucina e guidare la dinamica brigata ai fornelli.

Imàgo, ideato 12 anni fa da Wirth per offrire un’esperienza sensoriale unica con vista suggestiva sulle bellezze della città eterna e sulla Scalinata di Piazza di Spagna, si prepara dunque a offrire una rinnovata offerta gastronomica, inaugurando il nuovo corso il 5 aprile.

«Il 2019 - racconta Roberto Wirth - è l’anno in cui l’Hassler guarda al futuro. Spesso come imprenditore mi sono posto la domanda su come perseguire nel tempo un cammino di eccellenza in un luogo magico e di altissimo livello come l’Hassler e, ogni volta, il pensiero mi ha portato a guardare verso il domani. In un film per ragazzi, c’è una battuta che ben racconta il mio modo di vedere la vita: "Non guardo mai al passato, mi distrae dal presente". Nella mia storia personale, ho sempre trovato grande forza nel dare fiducia a giovani chef e professionisti emergenti e mi hanno sempre ripagato dando tutti loro stessi per costruire insieme un percorso di successo. Così, oggi, porto una nuova anima alla cucina di Imàgo, credendo nei giovani che vogliono emergere e costruire la loro storia dentro l’Hassler e per l’Hassler. Sono quindi lieto di annunciare che ancora una volta, punto su un talento fresco ed entusiasta, quello di Andrea Antonini, che arriva da importanti esperienze italiane e internazionali. Lo chef Antonini sarà chef di Imàgo mentre la responsabilità della ristorazione del Salone Eva, nell’area lobby, e il Palm Court, nel giardino esterno, rimane nelle mani di Marcello Romano, chef che è con me da oltre 20 anni, un vero "hassleriano!"».

Andrea Antonini, classe 1991, sbarca all’Imàgo dopo una lunga e felice esperienza in Spagna con i fuoriclasse della cucina mondiale di El Celler de Can Roca e di Quique Dacosta, entrambi 3 stelle Michelin e Miglior ristoranti per i 50Best.

Nasce a Roma e, nonostante le scuole da perito tecnico, sente immediatamente il richiamo della cucina. Inizia lavorando in piccoli ristoranti, facendo le stagioni estive e invernali durante le vacanze scolastiche. Entra dunque nella brigata dello chef stellato Andrea Fusco con cui rimane alcuni anni e dove inizia ad affinare il suo stile culinario. Dopo un'ulteriore esperienza con lo chef stellato Roy Caceres, decide di andare all'estero, mettendosi alla prova in diversi ristoranti, entrando dapprima nel laboratorio di creatività di Quique Dacosta, 3 stelle Michelin, lavorando sotto il responsabile del settore creativo Juanfra Valiente.

Si sposta poi a El Celler de Can Roca, 3 stelle Michelin e miglior ristorante per i 50Best Restaurants, legandosi moltissimo a Joan Roca, uno dei fratelli fondatori del ristorante, che lo accoglie felicemente in brigata. Il percorso qui è pieno di stimoli, tra la possibilità di sperimentare e il lavoro in partita a cui viene ammesso con plauso: infatti vince il premio per la creatività indetto ogni anno dallo chef Roca tra tutti i membri della sua brigata. Concorre con un piatto tutto italiano, anzi romano: Triglia, panzanella e limone. Il richiamo dell’Italia è però forte e quando arriva la possibilità di entrare a lavorare da Enrico Crippa, capisce che è ora di tornare a casa, sbarcando oggi all'Imàgo.

«Essere qui come chef di Imàgo è l’avventura della mia vita. - dichiara Andrea Antonini - Grazie a Roberto Wirth ho messo insieme una brigata di giovani professionisti, come il mio collega Matteo Taccini che ha militato nell’ultimo anno nella cucina di Enigma (altro tempio della gastronomia internazionale contemporanea) con cui spesso ho incrociato il mio cammino lavorativo. Con Roberto Wirth abbiamo subito trovato il punto di incontro sulla filosofia di cucina che verrà espressa da Imàgo: al centro ci sarà l’italianità con omaggi anche alla tradizione e alla stagionalità dei prodotti, sempre proposta con la visione e il gusto contemporaneo. Qui ho trovato anche una grande brigata di sala, guidata da Marco Amato e supportata dal F&B manager Ilario Bonzani: insieme intendiamo render sempre più simbiotico il lavoro delle due squadre e far vivere all’ospite un’esperienza sempre più coinvolgente. Abbiamo deciso di aprire il 5 aprile proponendo una serie di piatti esplorativi che saranno propedeutici alla formazione del nuovo menù. I prodotti del territorio che arrivano giornalmente saranno la base per la creazione di un menù degustazione a sorpresa».

«Da poco abbiamo celebrato il 125° anniversario dalla nascita dell’Hotel Hassler – conclude Roberto E. Wirth – e da quando, giovanissimo, sono partito per gli Usa pieno di sogni e di voglia di riuscire, ho sempre pensato che non esistesse altra strada oltre quella d’eccellenza. L’Imàgo è un ristorante dove il mio tocco personale è sempre stato essenziale. È stato così nel momento in cui ho deciso di trasformare in ristorante gourmet il locale che mio padre, Oscar Wirth, decise di creare nel 1956, in occasione della totale ricostruzione della struttura dopo la guerra: il Roof Top dell’Hotel Hassler fu il primo ristorante con panorama mozzafiato sulla città, anticipando così la tendenza internazionale a utilizzare le terrazze per la ristorazione. Ed è così anche ora: Imàgo è il contenitore della nostra filosofia che si esprime attraverso un percorso gastronomico unico e originale».

www.hotelhasslerroma.com

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