Excuse my French a Maison et Objet

07 Gennaio 2019 -
DI Bycam

"Excuse my French": parte da una battuta divertente l'ispirazione alla base di Maison et Objet 2019, in scena dal 18 al 22 gennaio al Parc des Expositions de Paris Nord Villepinte.

Proprio il rinnovato interesse a livello globale verso la patria di Molière e quel certo je ne sais quoi peculiarmente francese, caratteristica in grado di sintetizzare un’allure immediata, lo chic innato e uno spiccato senso dello stile, determinano l'argomento scelto per il primo dei due appuntamenti di Maison et Objet 2019, individuato dall'agenzia NellyRodi: «In questo momento sulla scena internazionale c'è una rinnovata curiosità per i francesi, una sorta di fascinazione. - afferma infatti Vincent Grégoire di NellyRodi - In un mondo in cui le cose si stanno standardizzando, le persone cercano qualcosa di diverso».

In questa ricerca rientra l'interesse per il paese, a lungo punto di riferimento globale nei settori di arte, moda, design e stile di vita, per molti epitome dell'eleganza e oggi luogo di fermento e creatività, grazie soprattutto alle numerose piccole aziende, le cosiddette Petites Maisons, capaci di reinterpretare il savoir-faire tradizionale con linee di prodotti caratterizzate da innovazione ed esclusività. Sta emergendo inoltre una Nouvelle Vague di creativi aperti a influenze multiculturali che scuotono il tradizionale french chic iniettando ispirazioni provenienti dall’esterno in un continuo sviluppo di nuovi mood caratterizzati da fusion e mix'n'match.

Non va trascurato neanche l’impatto dell'industria hi-tech francese: Parigi ospita il più grande campus di start-up del mondo, la Station F, e le aziende d’oltralpe sono protagoniste nei settori delle nuove tecnologie che stanno apportando cambiamenti rivoluzionari nell’ambiente domestico.

Tutte queste istanze saranno riassunte e rese visibili al Trend Forum, uno spazio di 250 metri quadrati nel padiglione 7 dove sarà in mostra una selezione di prodotti simbolo della nuova scena francese, caratterizzata da un allestimento ispirato alla Galleria degli Specchi di Versailles. Un piccolo camion sarà parcheggiato al centro dell’ambiente e un certo numero di oggetti contemporanei si contrapporrà deliberatamente all'ambientazione classica. «Elementi dirompenti, dissonanze e spirito di contraddizione sono parte integrante di quel je ne sais quoi che vogliamo illustrare», spiega Vincent Grégoire.

Con quasi 3.000 marchi e oltre 90.000 visitatori unici, di cui il 50% internazionali, Maison et Objet 2019 si prepara dunque a decodificare le tendenze di oggi e di domani, riunendo le ultime novità e i prodotti di marchi, produttori, artigiani, progettisti e designer in 115.000 mq suddivisi, come di consueto, in due macroaree, Maison, articolata nei settori "Craft", "Unique & Eclectic", "Today"e "Forever", e Objet, a sua volta organizzata nei settori "Cook & Share", "Smart Gift", "Kids & Family", "Fashion Accessories", "Home Accessories", "Home Fragrances" e "Home Linen".

Insignito del riconoscimento di "designer dell’anno" è il tedesco Sebastian Herkner, 37 anni, con una carriera sorprendente e un gran numero di collaborazioni con importanti brand di rilievo internazionale alle spalle, grazie ai suoi progetti in grado di fondere tradizione, creatività e tecnologia.

Menzione speciale, infine, per i Rising Talent Awards 2019, che quest'anno guardano a Oriente, diventando un omaggio alla Cina e ai suoi giovani talenti emergenti nel settore del design.

L’esuberante scena del design cinese è, infatti, lo specchio dell'ambizione del paese a diventare un global player nei settori del design, della creatività e dell'innovazione. Gli stili di vita nella Cina contemporanea evolvono rapidamente e il tumultuoso sviluppo del settore del design riflette fedelmente la crescita e il progresso della società. Si delinea con chiarezza il duro lavoro di giovani talenti cinesi orientati a forgiare una nuova identità di professionisti. I sei designer protagonisti degli Awards sono Frank Chou, Chen Furong, Mario Tsai, Hongjie Yang, Ximi Li e Bentu.

«La cosa più interessante è la ricerca dell'identità da parte dei designers cinesi, - spiega il designer Luca Nichetto, uno dei sei membri della giuria dei Rising Talent Awards - che rifiutano di assimilarsi ai canoni del design occidentale e preferiscono inoltrarsi nel ricco e secolare patrimonio della tradizione dell’artigianato locale. In questo momento la middle class cinese interpreta ancora il design come un’espressione artistica, ma piano piano l’attenzione si sta spostando verso la funzionalità e sarà entusiasmante vedere come questo nuovo equilibrio avrà un impatto sia sul design cinese che sulla lezione che noi occidentali ne trarremo. La mia speranza personale e anche il mio obiettivo, è stato quello di concentrarmi invece sull'alta artigianalità e sul patrimonio di tradizioni, oggetti che stimolano l’orgoglio del possederli, ammirarli e tramandarli alla generazione successiva».

www.maison-objet.com  
#HASHTAG