Black list di Coldiretti: cibi contaminati dall’estero

21 Aprile 2016 -
DI Bycam
h6 style="text-align: justify">La black list di Coldiretti denuncia l'import di prodotti ortofrutticoli altamente contaminati e fuorilegge, in primis dalla Cina.

Un allarme chiaro, quello lanciato ieri da Coldiretti con la Black list dei cibi più contaminati, presentata in occasione della mobilitazione degli agricoltori italiani con i trattori a Napoli a difesa della dieta mediterranea: sui banchi dei nostri supermercati molti prodotti ortofrutticoli provenienti dall’estero sono irregolari e fuori norma di legge.

black list di coldiretti broccoli cinesi

Il prodotto alimentare meno sicuro, con la quasi totalità dei campioni contaminati dalla presenza di residui chimici, è il broccolo proveniente dalla Cina, seguito dal prezzemolo del Vietnam e dal basilico dell’India, fuori norma in 6 casi su 10. Rientrano nella black list di Coldiretti melagrane, fragole e arance dall’Egitto, il peperoncino della Thailandia, i piselli del Kenia, i meloni e i cocomeri importati dalla Repubblica Dominicana, la menta del Marocco.

black list di coldiretti basilico india

Si riconferma il primato della Cina, che anche nel 2015 ha ricevuto dall’Unione Europea il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari a causa della presenza di micotossine, additivi e coloranti fuorilegge. In Italia la Cina ha inoltre quintuplicato (+379%) le esportazioni di concentrato di pomodoro, che hanno raggiunto circa 67 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente.

black list di coldiretti pomodori cinesi

E questo dato va a legarsi a un altro allarme lanciato da Coldiretti: dalla mozzarella lituana al concentrato pomodoro cinese, dall’olio tunisino al grano canadese, quasi due pizze su tre servite in Italia sono infatti ottenute da un mix di ingredienti provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori.

Viene da chiedersi perché sia necessario ricorrere al massiccio utilizzo di materie prime di dubbia qualità importate dall’estero: come sottolinea la Coldiretti, l’agricoltura italiana è la più green d’Europa con 281 prodotti a denominazione di origine, il divieto all’utilizzo degli ogm, il maggior numero di aziende biologiche e il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%). Un numero inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari (7,5%).

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